«Fidatevi: questa riforma può fare solo bene al processo penale. Aspettando, fiduciosi, la primavera. La “separazione delle carriere” affonda le sue radici agli albori della nascita dell’Unione delle Camere Penali e rappresenta un obiettivo storico dell’avvocatura intera ed in particolar modo di quella penalistica». Lo scrive in una lettera aperta ai cittadini l’avvocato Filippo Castellaneta, vicepresidente della Camera Penale di Bari Achille Lombardo Pijola, a proposito del referendum sulla separazione delle carriere.
«Sempre dalla parte dei cittadini, lavoriamo per i Sì», così esplicita la posizione dell’organismo. «La primavera che ci apprestiamo a vivere – continua – assume un particolare valore simbolico per gli avvocati penalisti associati nell’Unione delle Camere Penali, per i penalisti tutti, per l’Avvocatura e per tutti quei cittadini che hanno a cuore il valore del giusto svolgimento del processo penale. Infatti, la prossima stagione potrà vedere sbocciare un nuovo importante tassello del processo accusatorio, obiettivo di un diritto penale liberale perseguito con determinatezza e decisione da sempre. Il costante, indefesso, inesauribile contributo dei penalisti alla realizzazione di un processo ‘accusatorio’ confacente ad una democrazia avanzata nella quale riteniamo di vivere e lavorare – prosegue Castellaneta – può raggiungere un nuovo importante obiettivo, ancora non attuato ma agognato da tempo e connaturale al varo del codice di procedura penale del 1989».
Il «modello processuale “triadico”» giustifica «ed esige una netta diversificazione dei ruoli, delle carriere e delle funzioni di Pubblici Ministeri e di Giudicanti. La cultura della giurisdizione richiede la separazione “ordinamentale”: la prima garanzia dell’alterità terza del giudice, rispetto alle parti, è costituita dalla separatezza del suo ruolo di appartenenza rispetto a quelli di coloro che rappresentano le parti e agiscono per esse. In concreto – argomenta – occorre un ulteriore tassello al processo accusatorio ed al metodo del contraddittorio per l’accertamento dei fatti di rilevanza penale, e tanto ad esclusivo vantaggio del cittadino comune», conclude.









