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Rifiuti, Terlizzi s’ispira al modello Bitetto

Dopo aver appreso da una relazione della Sanb che la raccolta differenziata non viene svolta correttamente da famiglie, esercizi commerciali ed insediamenti produttivi, a Terlizzi è anche giunto il tempo di rivedere l’organizzazione della gestione dei rifiuti, non solo per migliorarne gli effetti in termini di impatto sull’ambiente ma anche per ridurre i costi che…
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Dopo aver appreso da una relazione della Sanb che la raccolta differenziata non viene svolta correttamente da famiglie, esercizi commerciali ed insediamenti produttivi, a Terlizzi è anche giunto il tempo di rivedere l’organizzazione della gestione dei rifiuti, non solo per migliorarne gli effetti in termini di impatto sull’ambiente ma anche per ridurre i costi che gravano sulle tasche dei terlizzesi.

È quanto è emerso dall’incontro dibattito organizzato dall’Associazione “Agorà” su gestione dei rifiuti, Pnrr Transazione Ecologica, con interventi di Santina Mastropasqua, coordinatrice dell’associazione politico-culturale, Nicolò Marino Ceci avvocato e giornalista, Michele Grassi consigliere comunale del Partito Democratico e Fiorenza Pascazio, sindaco di Bitetto e presidente dell’Ager Puglia, agenzia che si occupa proprio della raccolta differenziata, attuata in modo virtuoso, cioè che non deve limitarsi a differenziare i materiali ma a progettarne il riciclo, creando di fatto un’economia non più lineare ma circolare.
Plastica, carta, alluminio, vetro, sono tutti materiali che vengono differenziati dai cittadini, ma il passo successivo è quello di rendere possibile il loro riutilizzo, per generare economia ed evitare che altre materie prime vengano sottratte al pianeta. Il consigliere comunale Michele Grassi ha tracciato la storia delle decisioni politico-amministrative che hanno portato Terlizzi alla raccolta differenziata con il modello porta a porta, sostenendo «che va certamente migliorata, così come va rivista l’organizzazione dell’unica isola ecologica, distante tre chilometri dal centro cittadino, con orari che non consentono a chi ha un’attività lavorativa di poter usufruire del servizio». Il primo cittadino di Bitetto, si è soffermato, invece, sulla “Tariffazione puntuale, il modello di Bitetto come best practice del progetto Ue Life REthinkwaste”, con l’implementazione dei servizi di raccolta differenziata di rifiuti, con modello Payt (Pay As You Throw), ovvero “paga per quello che butti”.
Nel caso di Bitetto è stato attuato un modello ancora più efficace con il coinvolgimento dei cittadini. Si tratta del sistema Kayt, acronimo con cui si indica la formula “conosci quello che butti”. Viene spiegato loro il costo rappresentato da una raccolta differenziata fatta parzialmente o male e resi così partecipi di scelte consapevoli. Un servizio che dovrebbe essere preso ad esempio non solo dal Comune di Terlizzi ma anche di tutta la Città Metropolitana di Bari.

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