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Referendum, il ministro Nordio a Bari: «La Giustizia risente del fascismo, la sinistra non lo vuole capire»

La Giustizia italiana «va cambiata completamente e allineata ai grandi sistemi liberali» perché «risente del fascismo». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un incontro per spiegare le ragioni del "Sì" al referendum dei prossimi 22 e 23 marzo, organizzato all'AncheCinema di Bari dall'Ordine degli avvocati con l'Aiga e la…
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La Giustizia italiana «va cambiata completamente e allineata ai grandi sistemi liberali» perché «risente del fascismo». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un incontro per spiegare le ragioni del “Sì” al referendum dei prossimi 22 e 23 marzo, organizzato all’AncheCinema di Bari dall’Ordine degli avvocati con l’Aiga e la Camera penale.

«Noi abbiamo ancora una giustizia che risente del fascismo, è questo che neanche la sinistra vuol capire», ha detto Nordio, spiegando che «il codice penale, che è quello che oggi disciplina i delitti e le pene, è ancora in vigore ed è firmato da Benito Mussolini e da Vittorio Emanuele III. Questo la dice lunga sul fatto che la nostra giustizia va cambiata completamente e allineata ai grandi sistemi liberali e questo è uno dei passi più importanti, forse il più importante».

Nordio ha poi evidenziato che «se la riforma non passasse ora, con le condizioni favorevoli che ce la consentono, non ultima la stabilità, ma soprattutto il consenso dei cittadini, rallenterebbe di molto la modernizzazione della nostra giustizia».

Uno dei punti chiave della riforma della Giustizia pensata dal Governo è la separazione delle carriere che, per il ministro, «è utile perché altrimenti il processo penale collassa, come è collassato, non funziona più, perché un processo penale come quello che abbiamo noi, cioè un processo sul modello anglosassone, se non ha la separazione delle carriere non funziona, è come una Ferrari col motore della 500. O ritorniamo al vecchio codice fascista che è stato abolito nell’88-89, oppure dobbiamo adeguare la Costituzione a questa nuova riforma che non si è fatta 40 anni fa perché non c’erano le condizioni di stabilità che oggi ci sono».

La riforma, ha sostenuto il ministro, «attua molti programmi della sinistra. A parte il fatto che è stata voluta quarant’anni fa da un grandissimo giurista socialista come Giuliano Vassalli, poi erano programmi, come l’alta corte disciplinare, della bicamerale presieduta da D’ Alema, la separazione delle carriere era anche nei programmi del Pd, ma non vorrei buttarla in politica. Direi che è una riforma che ci allinea con tutte le grandi democrazie occidentali, dove il processo accusatorio postula la separazione delle carriere».

In relazione alle polemiche di qualche giorno fa, nate a seguito di alcune sue dichiarazioni e del “monito” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Nordio ha affermato: «Auspico che tutti abbiano accolto, come penso di aver fatto io, il saggio consiglio del presidente Mattarella di mantenere la discussione solo sui contenuti, senza però scendere a quelle manifestazioni anche grossolane di offese, che purtroppo abbiamo sentito anche in questi giorni».

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