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La vittoria del “No” al Referendum, Leccese: «Un modo per onorare gli 80 anni della Repubblica e le lotte antifasciste»

Il verdetto delle urne sul Referendum costituzionale ha bocciato la proposta di revisione della Carta, scatenando le immediate reazioni del panorama politico locale e nazionale. A Bari, il sindaco Vito Leccese, che era sceso in campo in prima linea tra i promotori dell’appello dei sindaci per il ‘No’, ha accolto il risultato con grande entusiasmo, leggendovi un profondo segnale di vitalità democratica.

Non è solo l’esito del voto a far esultare il primo cittadino, ma anche la grande risposta popolare. «L’alta affluenza di oggi va letta non soltanto come un dato elettorale, ma come un atto di partecipazione attiva che parte dal basso – ha dichiarato Leccese –. Vedere le persone riprendersi lo spazio del voto in modo così consapevole è la dimostrazione che la democrazia è partecipazione».

Il richiamo storico

Nel suo commento a caldo, il sindaco di Bari ha tracciato un filo rosso tra il voto odierno e le radici della nazione. «Non c’è modo più coerente per onorare gli 80 anni della Repubblica e l’inizio della Costituente – ha sottolineato –. I diritti che oggi esercitiamo sono figli di una lotta antifascista che non deve mai smettere di camminare. Essere presenti oggi significa onorare quel mandato storico e continuare a difendere i valori di libertà e giustizia sociale in ogni spazio».

Bocciata la riforma costituzionale, Leccese guarda ora alle prossime sfide istituzionali, chiedendo un cambio di rotta sulle politiche giudiziarie: «Il ‘No’ che l’Italia ha opposto a chi voleva cambiare la nostra Carta sia un nuovo inizio. Quel rifiuto è la nostra base per ripartire: serve una riforma della giustizia che sia finalmente strutturata e coraggiosa. Una giustizia che non guardi ai rapporti di forza, ma che si faccia custode di quell’uguaglianza sostanziale che è alla base della nostra Repubblica».

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