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Riforma della Giustizia, a Bari magistrati e avvocati in corsa per il “No”. Rossi: «Un’onda che cresce ogni giorno»

C’erano anche il procuratore di Bari, Roberto Rossi, e l’aggiunto Ciro Angelillis, tra i magistrati e gli avvocati che, stamattina, hanno partecipato alla corsa simbolica organizzata a Bari per ribadire il “No” alla riforma della Giustizia voluta dal ministro Nordio e per la quale, il 22 e 23 marzo prossimi, si terrà il referendum.

Sotto la pioggia, in tanti si sono trovati sul lungomare di Bari per la manifestazione “Vado di corsa a votare No” organizzata dai gruppi “Avvocate e avvocati per il No” e “Società civile per il No al referendum“.

Al centro delle critiche dei manifestanti ci sono i principi introdotti dal ddl Nordio, in particolare il meccanismo del sorteggio per i componenti del Csm e la separazione delle carriere.

«È un’onda meravigliosa che cresce ogni giorno. Sono certo che il No sarà la risposta del popolo italiano al tentativo di ledere l’autonomia dei magistrati e introdurre principi incompatibili con la Costituzione», ha affermato il procuratore Rossi.

L’evento ha voluto scardinare la narrazione di un’avvocatura compattamente schierata a favore della riforma. Enzo Augusto, promotore del comitato “Avvocati per la Costituzione e per il No“, ha sottolineato con orgoglio come la partecipazione dei legali sia massiccia e determini un punto fermo in questa campagna elettorale.

Secondo Giovanni Zaccaro, giudice della Corte d’appello di Roma e segretario nazionale di Area, la scelta della corsa in piazza serve a stabilire un contatto diretto con la cittadinanza: «La spiegazione delle ragioni del No ha sempre dato ottimi risultati; conviene molto di più una campagna cittadino per cittadino che i dibattiti urlati. Vogliamo spiegare che la riforma è inutile e pericolosa per l’equilibrio dei poteri».

Anche Antonella Cafagna, presidente della sezione barese dell’Associazione nazionale magistrati, ha ribadito la compattezza del fronte del No, definendo la mobilitazione una difesa necessaria dei diritti civili e della tenuta democratica del Paese.

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