Un fine settimana, quello appena trascorso, da bollino rosso sul fronte degli incendi. La Puglia ha vissuto due giorni di emergenza con ben 42 roghi che hanno devastato boschi, canneti, terreni agricoli, aree incolte e sterpaglie, mettendo a dura prova il sistema di protezione civile e lasciando dietro di sé una lunga scia di devastazione.
Il bilancio è pesantissimo: oltre duemila ettari di territorio ridotti in cenere, decine di squadre impegnate contemporaneamente nelle operazioni di spegnimento e numerosi interventi coordinati per evitare che le fiamme raggiungessero abitazioni, aziende agricole e infrastrutture.
La provincia più colpita è stata quella di Lecce, dove sono stati registrati tredici incendi. Seguono il Tarantino con undici episodi e il Barese con dieci. Più contenuto, ma comunque significativo, il numero dei roghi nella provincia Bat, con tre interventi, mentre Foggiano e Brindisino hanno fatto registrare due incendi ciascuno. Le condizioni climatiche hanno favorito il propagarsi delle fiamme.
Le temperature elevate, unite al vento e alla vegetazione ormai secca dopo settimane di caldo intenso, hanno trasformato anche piccoli focolai in incendi estesi, costringendo vigili del fuoco, squadre dell’Arif, volontari della Protezione civile e forze dell’ordine a un’autentica corsa contro il tempo.
In diversi casi è stato necessario concentrare uomini e mezzi per impedire che il fuoco raggiungesse aree abitate o coltivazioni, limitando conseguenze ancora più gravi. Il lavoro delle squadre antincendio è proseguito per ore tra bonifiche e monitoraggi, necessari a scongiurare la riaccensione dei focolai alimentati dal vento.
Resta ora da chiarire l’origine dei numerosi incendi. Molti episodi potrebbero essere riconducibili a cause accidentali, favorite dalle condizioni meteorologiche estreme, ma non viene esclusa neppure la matrice dolosa o colposa in alcuni casi. Saranno gli accertamenti degli investigatori e dei tecnici a stabilire le responsabilità.
Con l’estate appena iniziata, l’ondata di incendi rappresenta già un campanello d’allarme per l’intera regione. Le previsioni meteorologiche annunciano infatti il perdurare del caldo intenso, uno scenario che mantiene elevato il rischio di nuovi roghi e impone la massima attenzione per la tutela del patrimonio ambientale e agricolo pugliese.
