SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

A Bari sempre più poveri e fragili. Boom di accessi ai centri Caritas

Comunità sempre più frammentate, segnate dalle crepe della povertà e della solitudine, dalla mancanza di opportunità per i giovani, dalla fatica delle famiglie e dall’emarginazione delle fragilità. È quanto emerge dal report diocesano sulle povertà e l’inclusione sociale 2024, presentato ieri dalla Caritas di Bari- Bitonto. Numeri in linea con le tendenze nazionali ma che…

Comunità sempre più frammentate, segnate dalle crepe della povertà e della solitudine, dalla mancanza di opportunità per i giovani, dalla fatica delle famiglie e dall’emarginazione delle fragilità. È quanto emerge dal report diocesano sulle povertà e l’inclusione sociale 2024, presentato ieri dalla Caritas di Bari- Bitonto. Numeri in linea con le tendenze nazionali ma che fotografano un aumento significativo delle povertà a Bari e dintorni non per questo meno allarmante.

I numeri del fenomeno

Le persone incontrate dai centri di ascolto delle parrocchie che hanno partecipato alla rilevazione, sono state in totale 13446, delle quali 3015 si sono affacciate per la prima volta. I nuclei familiari registrati ammontano a 4340, dei quali 1010 vengono indicati come nuovi accessi. Rispetto al numero totale di beneficiari di aiuto registrati per l’anno precedente, nel 2023 vi è stato un aumento rilevante del 13%. Una percentuale che è però sottostimata, prima di tutto perché le parrocchie che hanno partecipato alla rilevazione sono state 70 su 125. A essere intercettati dagli operatori della Caritas sono maggiormente le donne (il 57% ) e, dato più preoccupante, i minorenni (19%, in aumento di due punti rispetto all’anno precedente). Sebbene la povertà complessiva delle famiglie sia rimasta stabile rispetto al 2022, la situazione delle famiglie con minori è più grave, con una intensità di povertà del 20,1% rispetto al 18,2% delle famiglie povere in generale. Se si tratta di famiglie straniere, il dato peggiora ulteriormente. «La particolarità della condizione dei minori in stato di povertà – spiega la Caritas diocesana – sta nell’impatto che essa esercita nella vita dei bambini, sottoposti a gravi deprivazioni materiali ma anche a condizioni abitative inadeguate, difficoltà e disuguaglianze nell’accesso ai servizi, all’educazione e alla cure, povertà alimentare e un generale e maggiore rischio di esclusione dalla vita comunitaria». Relativamente alla cittadinanza, si conferma il dato già emerso lo scorso anno: una netta prevalenza delle persone italiane intercettate (86%). Dato però legato anche alla difficoltà di integrazione e di accesso alle famiglie extracomunitarie. Una percentuale rilevante di nuovi poveri, infine, appartiene ai lavoratori precari o a nero (15%) e ai pensionati (12%) in aumento rispetto alle scorse rilevazioni. La precarietà in questo caso, non si riflette solo sulla fragilità economica, ma anche su quella relazionale e di salute mentale. Un fattore, quest’ultimo molto spesso sottovalutato dagli interventi di contrasto alla povertà.

I bisogni

Relativamente ai bisogni registrati, vi è una netta prevalenza di problemi di natura economica e di lavoro, confermando una situazione generale di deprivazione materiale a cui si aggiungono i problemi familiari come violenza domestica o gravi conflittualità. Ma vi è una nuova deprivazione che irrompe nel contesto della povertà a Bari: l’emergenza abitativa. Nel 2022, il numero delle famiglie residenti in città ammontava a 141.183, mentre gli alloggi occupati erano 135.814. Aumentano cioè gli alloggi vuoti. Parallelamente, si registra un divario di circa 6mila famiglie prive di casa propria, nonostante la presenza di be 27.440 abitazioni non occupate. Una quota rilevante di famiglie senza alloggio è straniera. Rimangono poi estremamente elevate le richieste di sfratto e le esecuzioni con la percentuale più alta nel capoluogo pugliese. Le motivazioni dietro questi dati sono molteplici: dalla scarsità e vetustà del patrimonio di edilizia popolare, all’aumento dei prezzi per l’acquisto di una casa o dei canoni di affitto. Fino al fenomeno principe degli ultimi anni: lo sviluppo turistico che ha spinto sempre più proprietari a convertire gli appartamenti in B&b o a concentrarsi su contratti di locazione brevi. Problemi per i quali è necessario mettere in campo una programmazione integrata con tutti gli attori del territorio. L’assistenzialismo non basta, servono soluzioni strutturali.

ARGOMENTI

bari
Dati
disagio
povertà

CORRELATI

array(3) {
  [0]=>
  int(395059)
  [1]=>
  int(395004)
  [2]=>
  int(394918)
}

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!