Ci sono due offerte sul tavolo per rilevare il 93% delle quote di Cala Ponte, la società proprietaria della struttura del porto turistico di Polignano a Mare: nella giornata di ieri è infatti scaduto il termine ufficiale previsto dal bando di gara pubblicato dalla curatela del fallimento Fimco, riprendendo così il percorso concorsuale esattamente da dove si era interrotto un anno e mezzo fa, prima che venisse presentata una proposta di concordato fallimentare successivamente rigettata dai magistrati.
Alla gara hanno formalmente preso parte la Perimetro Blu, compagine riconducibile all’imprenditore barese Pino Settanni in cordata con altri operatori economici locali, che ha presentato l’offerta minima consentita pari a 7,2 milioni di euro, e la D-Marin Italy, gruppo aziendale specializzato nella gestione di scali marittimi turistici, che ha invece rilanciato mettendo a verbale la cifra di 9 milioni di euro corrispondente alla base d’asta stabilita. La procedura prevede ora la fase dei rilanci competitivi: a fine mese è stata infatti calendarizzata l’asta nella quale i due contendenti dovranno misurarsi dinanzi ai curatori fallimentari, l’avvocato Pino Pepe e il commercialista Francesco Leo, che hanno riattivato l’iter a tempo di record dopo il punto d’arresto giudiziario.
Nello scorso mese di aprile la Corte d’appello di Bari ha infatti confermato la bocciatura definitiva della proposta avanzata dalla società romana Main Waring per acquisire gli attivi della holding appartenuta all’imprenditore Vito Fusillo, fallita nel 2019 con pesanti ripercussioni sul dissesto della Banca Popolare di Bari. Nelle motivazioni del provvedimento i giudici d’appello hanno evidenziato come la soluzione prospettata dal gruppo capitolino si caratterizzasse per una esorbitante sproporzione tra il notevole potenziale profitto che la società avrebbe ricavato dall’acquisizione delle attività fallimentari ingiustificatamente svilite, a fronte di un rischio di irrisoria entità scaricato quasi interamente sulla massa dei creditori e di un esborso comparativamente incongruo: la bocciatura ha così riaperto le opzioni di vendita per l’infrastruttura nautica pugliese, considerata il principale asset patrimoniale in dote alla procedura fallimentare e che il precedente piano avrebbe consentito di rilevare con un investimento economico del tutto irrisorio.
