Una corsa contro il tempo e una disperata mobilitazione della solidarietà per ritrovare una borsa che racchiude, letteralmente, il destino di un’intera famiglia. È l’angoscioso appello lanciato da Fares Alfarra, 21enne di origini palestinesi e studente iscritto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari, che domenica sera ha smarrito una pochette color sabbia durante la discesa da un convoglio ferroviario. Al suo interno sono custoditi i documenti personali, il permesso di soggiorno, portafoglio ed effetti cari, ma soprattutto gli atti e i certificati originali indispensabili per completare le pratiche di evacuazione e ricongiungimento umanitario dei suoi familiari, ancora bloccati nella Striscia di Gaza tra mille pericoli.
Il giovane, arrivato in Puglia lo scorso novembre e residente a Molfetta per far fronte ai costi più contenuti dei canoni d’affitto rispetto al capoluogo, viaggiava nella serata del 27 settembre a bordo dell’Intercity 609, partito da Bologna nel primo pomeriggio e diretto verso Bari e Lecce. Fares occupava il posto 18D nella carrozza 8 ed è sceso alla stazione molfettese intorno alle 20:45. Soltanto pochi istanti dopo aver posato i piedi sulla banchina si è accorto di aver dimenticato il borsello all’interno del vagone.
Tra gli oggetti contenuti nella boccetta figura persino una boccetta di profumo acquistata ad Amman, tappa intermedia della sua fuga verso l’Europa, uno degli ultimi legami fisici rimasti con la sua terra natale. Il timore più grande, tuttavia, riguarda lo stop improvviso alla delicatissima trafila burocratica per portare i parenti in Italia: dover riavviare da capo la procedura di richiesta dei duplicati e dei nulla osta allungherebbe i tempi di mesi, esponendo i congiunti a rischi insostenibili.
Lo studente ha formalizzato tempestivamente la denuncia di smarrimento presso gli uffici della Polizia Ferroviaria di Bari e di Lecce, mentre Trenitalia raccomanda il costante monitoraggio della piattaforma telematica dedicata al recupero degli oggetti smarriti. Nel frattempo la storia di Fares ha fatto rapidamente il giro del web, rilanciata da migliaia di utenti, associazioni studentesche e personalità della cultura e dell’accademia.
Chiunque fosse a bordo del treno o in stazione quella sera, o si ritrovi in possesso di informazioni decisive per rintracciare la pochette, può mettersi immediatamente in contatto con il giovane scrivendo all’indirizzo di posta elettronica [email protected].
