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Operaio morto sul lavoro nell’ex Ilva, Claudio Salamida lascia moglie e figlio di 3 anni

Si chiamava Claudio Salamida e aveva 46 anni l’operaio morto ieri mattina in un tragico incidente sul lavoro all’interno dell’acciaieria 2 dell’ex Ilva. Dipendente di Acciaierie d’Italia da diversi anni, era addetto alla sicurezza delle valvole degli impianti e stava effettuando un controllo preliminare in vista di una fermata programmata del convertitore. Nativo di Putignano e residente ad Alberobello, ogni giorno raggiungeva il posto di lavoro con un lungo tragitto.

In acciaieria il clima è di dolore e sgomento. «Era una persona straordinaria, sempre disponibile con tutti», raccontano i colleghi, ancora scossi. Ma accanto al cordoglio emerge anche la paura. «Qui molte strutture sono obsolete, lavoriamo spesso con il timore che possa accadere qualcosa», confida un operaio. Una tragedia che, secondo chi vive quotidianamente gli impianti, non sarebbe stata del tutto imprevedibile. Acciaierie d’Italia ha annunciato l’avvio immediato di un’indagine interna, mentre la Procura ha aperto un fascicolo: sul posto è arrivato anche il pubblico ministero di turno per i primi accertamenti.

La notizia si è diffusa rapidamente sui social, dove in tanti hanno ricordato Claudio attraverso messaggi di affetto. Sposato nel 2022, era diventato padre nel 2023. Lascia la moglie e un bambino di appena tre anni, travolti da un dolore improvviso e senza risposte.

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