Prosegue davanti alla Corte d’Assise il processo per l’omicidio di Francesco Dogna, l’informatico ucciso a coltellate nella sua abitazione di Santo Spirito. Ieri mattina l’aula ha ospitato una nuova udienza dedicata all’esame degli elementi investigativi raccolti nelle ore immediatamente precedenti al delitto, per il quale è imputato Antonio Rizzi, reo confesso.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati gli operatori della polizia giudiziaria che hanno seguito le indagini e ricostruito le fasi salienti dell’intervento. Particolare attenzione è stata riservata alle immagini delle telecamere di videosorveglianza esterne all’abitazione della vittima, acquisite agli atti. I filmati mostrano l’imputato arrivare nei pressi della casa poco dopo le 23 e suonare al campanello. Secondo quanto riferito in aula, Rizzi avrebbe chiamato la vittima pronunciando la frase «’mbà Cicc». Le riprese documentano inoltre che, alcuni minuti prima della mezzanotte, l’imputato avrebbe preso a calci il cancello dall’esterno, per poi allontanarsi a piedi.
Sequenze che, secondo l’accusa, contribuiscono a ricostruire il contesto temporale e comportamentale della notte dell’omicidio. In aula erano presenti i legali di parte civile, gli avvocati Piero Depaola e Mario Barnaba, che rappresentano i familiari della vittima.