Un’aula carica di silenzio, tensione e sguardi bassi ha accompagnato ieri una nuova udienza del processo davanti alla Corte d’Assise per l’omicidio di Francesco Dogna, il delitto che ha sconvolto la comunità per la brutalità dell’azione culminata con ottantacinque coltellate inferte alla vittima.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati il medico legale, professor Davide Ferorelli, e la moglie dell’imputato Michele Rizzi, reo confesso dell’assassinio.
Una giornata delicata, segnata soprattutto dalla ricostruzione tecnica effettuata dall’esperto nominato dagli inquirenti, che ha illustrato davanti alla Corte la natura delle ferite riportate dalla vittima e la violenza dell’aggressione.
Il professor Ferorelli ha ripercorso gli esiti dell’esame autoptico soffermandosi sulla quantità e sulla distribuzione dei colpi inferti, elementi che hanno contribuito a delineare la ferocia dell’omicidio. In aula si sono vissuti momenti di forte emotività mentre venivano descritti gli ultimi istanti di vita di Dogna e la dinamica dell’aggressione.
Particolarmente attesa, anche, la testimonianza della moglie dell’imputato, ascoltata dai giudici e dalle parti processuali per chiarire aspetti legati alla personalità di Michele Rizzi e al contesto precedente al delitto. Domande serrate e passaggi delicati hanno caratterizzato l’esame della donna, in un clima di grande attenzione da parte della Corte.
Il procedimento giudiziario entrerà ora in una fase decisiva. La Corte d’Assise ha infatti aggiornato il processo al prossimo 19 marzo, data in cui sarà ascoltato proprio Michele Rizzi. Il reo confesso comparirà davanti ai giudici per rendere dichiarazioni e rispondere alle domande delle parti, in un passaggio considerato cruciale per comprendere pienamente movente e dinamica dell’omicidio. Fuori dal tribunale resta forte l’attenzione dell’opinione pubblica attorno a una vicenda che continua a scuotere profondamente la città, ancora incredula davanti all’efferatezza di un delitto consumato con una violenza difficilmente immaginabile.