Via i due esponenti del Partito democratico e la fuga di consiglieri dal Consiglio comunale di Modugno, dopo lo scandalo giudiziario di quattro mesi fa, non si arresta. Dopo le quattro dimissioni, con relative sostituzioni, di Pierino Losole, Antonello Chessa, Vincenzo Scelsi, con questi ultimi passati nel frattempo alla minoranza, e Betty Capacchione, ieri mattina anche i due esponenti del Partito democratico, Fabrizio Cramarossa e Vito Silvestri, sempre dell’opposizione, hanno rassegnato le dimissioni dalla carica.
Secondo i democratici, la cui decisione è arrivata dopo una riunione infuocata svoltasi martedì sera, l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, avvenuta nei giorni scorsi, chiude definitivamente l’attuale stagione politico-amministrativa, in un contesto reso critico e non più sostenibile dalla avvenuta consegna al prefetto di Bari, Francesco Russo, della relazione della Commissione prefettizia d’accesso agli atti. Avevamo proposto all’assise cittadina di prendere in considerazione l’ipotesi di dimissioni unanimi e congiunte, al fine di rasserenare il clima politico-amministrativo e, nel limite delle potenzialità di quella scelta, contribuire a ridurre il rischio di scioglimento del Consiglio comunale.
La possibilità che la città venga commissariata, emersa a mezzo stampa, segna una profonda lesione della fiducia dei cittadini verso l’Istituzione comunale, rispetto alla quale, anche come atto ultimo della nostra consiliatura, intendiamo marcare un segno tangibile di discontinuità».