«CasaPound è un’organizzazione neofascista, non va sgomberata, va sciolta». Lo afferma, a margine della lettura della sentenza di condanna per 12 militanti baresi, l’ex europarlamentare europea Eleonora Forenza, attualmente nel direttivo nazionale di Rifondazione comunista.
La sentenza del Tribunale di Bari, prosegue, «conferma non soltanto quanto avevamo denunciato sin da quella notte, che c’è stata aggressione di stampo squadrista e con metodo fascista, ma conferma il nostro giudizio politico».
Per Forenza, tra le vittime di quella aggressione, «è fondamentale ricordarlo in un momento della storia repubblicana in cui esponenti di CasaPound provano a legittimarsi presso la Camera dei deputati in cui la premier ha difficoltà a definirsi antifascista, in cui il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, è stato ripreso più volte con esponenti di CasaPound e in cui un nuovo partito politico, quello fondato da Vannacci, si ispira esplicitamente, anche graficamente, ai tempi della Decima Mas».
Casapound, insiste l’ex europarlamentare, «va sciolta e mi auguro che questa sentenza sia un elemento in più perché dal punto di vista legislativo si proceda in questa direzione. Io – racconta – quando fui aggredita, insieme agli altri militanti antifascisti e antirazzisti, ero parlamentare europea e mi feci promotrice di una risoluzione presso il Parlamento europeo che denunciava l’aumento della violenza antifascista in Europa, purtroppo quell’aumento non è cessato». Per Forenza, dunque, «credo sia il tempo che le istituzioni continuino a dichiararsi antifascisti e a praticare l’antifascismo, come abbiamo fatto. Ringrazio Anpi, Rifondazione comunista, Coordinamento antifascista, Caserma liberata perché la loro presenza militante è stata fondamentale durante tutto questo processo», conclude.