I migranti non devono essere ridotti a strumenti di pressione geopolitica né a ricatti per il controllo dei flussi alle frontiere europee: è il monito dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, a conclusione dell’incontro nazionale “Orizzonti Mediterranei“, organizzato dall’Azione cattolica italiana e terminato oggi nel capoluogo pugliese.
Richiamando gli episodi di Ceuta e le crescenti tensioni ai confini d’Europa, l’arcivescovo ha evidenziato come sia inaccettabile rassegnarsi a politiche che sacrificano la dignità umana in nome degli equilibri di potere.
Per Satriano, chi migra «non è un peso da sopportare, ma una possibilità di crescita umana, culturale e spirituale», poiché dietro ogni volto si cela una storia da riconoscere.
La gestione dei flussi, ha sottolineato il vescovo, non può essere ridotta a una pura questione di sicurezza o difesa dei confini. Al contrario, interpella la coscienza del continente e richiede un approccio integrato e lungimirante, in grado di unire legalità, accoglienza, cooperazione internazionale e sviluppo dei popoli.
Da Bari, ha detto Satriano, «desideriamo rilanciare un appello perché il mare torni a essere luogo di comunione e non di morte, di cooperazione e non di contrapposizione». Secondo l’arcivescovo, «la pace, la giustizia e la fraternità non nasceranno dall’innalzare muri sempre più alti, ma dal costruire relazioni più vere e responsabili», affinché nessuno sia considerato straniero nel mare comune.
