Una decisione destinata a far discutere per il peso specifico del momento e, soprattutto, per il valore del passato. Andrea Masiello lascia il calcio giocato. L’annuncio, arrivato a sorpresa tramite un post social della compagna, segna la parola fine su una carriera lunga 22 anni, proprio mentre il Südtirol si appresta ad affrontare la doppia, decisiva sfida playout contro il Bari per restare in Serie B.
«Quei 90 minuti che sembravano eterni si sono trasformati in 22 anni con uno schiocco di dita. Un mix di emozioni incredibili, un gran finale ti aspetta amore mio», ha scritto la compagna del difensore, ufficializzando un addio che era nell’aria ma che esplode con un tempismo a dir poco singolare.
Il “tabù” Bari e le ombre del passato
A stonare, per molti osservatori, sono infatti le tempistiche della scelta. Masiello chiude la sua esperienza sul rettangolo verde poche ore prima di incrociare nuovamente la strada del Bari, club di cui è stato bandiera e capitano, ma con cui ha vissuto la pagina più buia della sua vita professionale: il coinvolgimento nel filone del calcioscommesse che gli costò una lunga squalifica.
Dalla sua militanza tra le fila degli altoatesini, il difensore non è mai sceso in campo nelle sfide contro la squadra pugliese. Una sorta di “esclusione concordata” che si è ripetuta sistematicamente in ogni incrocio tra i due club. Questo ritiro anticipato, proprio alla vigilia dell’appuntamento più importante della stagione per il Südtirol, evita a Masiello l’ennesimo ritorno emotivamente (e ambientalmente) insostenibile al San Nicola, chiudendo definitivamente un cerchio mai realmente riaperto con la tifoseria barese.
Il Südtirol perde così un elemento d’esperienza nel momento del bisogno, portando con sé l’ultimo atto di una storia tormentata con il Sud Italia.