Franco Mancini, Klas Ingesson, Phil Masinga e adesso Igor Protti. Nell’ordine, sono gli ultimi quattro angeli biancorossi volati in cielo troppo presto lasciando una traccia indelebile nella storia del Bari calcio. Personaggi diversi, accomunati da un destino crudele che li ha strappati all’affetto di parenti, amici e tifosi, ancora in giovane età. Nomi rimasti nei cuori dei tifosi e che rievocano momenti fantastici legati quasi esclusivamente ai campionati di serie A della squadra del capoluogo. La perdita di Igor Protti, è soltanto l’ultima di una triste serie .
Franco Mancini
Ad aprire la lista nera fu il portiere materano, già tra i protagonisti della “Zemanlandia” foggiana prima di approdare a Bari. Il 30 marzo 2012, all’età di nemmeno 44 anni, un infarto fulminante non lasciò scampo a Mancini mentre si trovava nella sua casa di Pescara, dove si era trasferito e lavorava come preparatore dei portieri della formazione abruzzese.
Klas Ingesson
Per certi versi è ancora più triste il destino del gigante svedese che dal 2009 lottava contro un mieloma multiplo, una grave forma di tumore del sangue. A nulla, purtroppo, servirono ben due trapianti di cellule staminali. A un certo punto il male sembrava sconfitto ma a gennaio 2013 il mieloma si ripresentò ancora più aggressivo della prima volta, rendendo necessario un nuovo trapianto. L’ex centrocampista del Bari, non si diede mai per vinto, tanto da continuare la sua carriera di allenatore pur limitato fisicamente. Struggente il comportamento dei calciatori nei suoi confronti. Ingesson dovette arrendersi alla malattia il 29 ottobre del 2014 all’età di 46 anni. La figura del “gigante biondo” è indissolubilmente legata a quella di Kennet Andersson, l’altro giocatore svedese con cui arrivò a Bari nel 1995 in serie A.
Phil Masinga
Sarà sempre ricordato come l’eroe di “San Siro”. L’attaccante sudafricano, aveva un “conto aperto” con l’Inter, se è vero come è vero che in soli 10 mesi segnò tre reti ai nerazzurri sul loro campo e che valsero due clamorose vittorie del Bari: 1-0, il 18 gennaio 1998 e 3-2 il primo novembre dello stesso anno (doppietta di Masinga). La sua morte, forse, fu la più triste di tutte. A quasi 50 anni, il suo decesso avvenne in un ospedale del Sudafrica, il 13 gennaio del 2019. Era stato colpito da un tumore. Per curarsi, fu costretto a vendere cimeli, magliette e trofei accumulati durante la sua onorata carriera, morì in solitudine e in povertà.
