Non solo un momento di commemorazione, ma una promessa per il futuro del quartiere che incarna la memoria dell’esodo giuliano-dalmata. Nel Giorno del Ricordo, il sindaco di Bari Vito Leccese ha scelto il Villaggio Trieste per rendere omaggio alle vittime delle foibe e ai profughi, annunciando un piano di rilancio urbano per la zona.
La cerimonia si è svolta in largo Policarpo Scagliarini, dove il primo cittadino ha deposto una corona d’alloro davanti alla targa commemorativa. È qui che da sessant’anni vivono le famiglie arrivate da Istria, Fiume, Dalmazia, ma anche da Grecia, Romania e Africa, fuggite dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale e dalle persecuzioni post-belliche.
«Bari scelse da che parte stare già prima della fine del conflitto: dalla parte dell’accoglienza», ha ricordato Leccese, citando i primi 150 profughi arrivati dall’isola di Lastovo. «Il Villaggio Trieste è il segno concreto di una città che ha trasformato l’emergenza in comunità, la precarietà in appartenenza. Qui intere famiglie hanno ricominciato a vivere portando con sé il dolore dello sradicamento ma anche un’immensa dignità».
Il sindaco ha colto l’occasione per guardare avanti: «Vogliamo investire in un ampio progetto di riqualificazione del Villaggio. Non si tratta solo di migliorare spazi e servizi, ma di riconoscere fino in fondo il valore civile e politico di questa storia, affinché resti patrimonio vivo della nostra città».










