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L’Arena della Vittoria si illumina. Nuovi fari per il vecchio stadio

Con la determina dirigenziale di ieri, la società Alea costruzioni generali srl (con sede a Faggiano, provincia di Taranto), si è aggiudicata la gara relativa ai «lavori di sostituzione dei corpi illuminanti e accessori alle torri faro di illuminazione del campo dello stadio Arena della Vittoria». La gara è stata aperta il 16 dicembre e…
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Con la determina dirigenziale di ieri, la società Alea costruzioni generali srl (con sede a Faggiano, provincia di Taranto), si è aggiudicata la gara relativa ai «lavori di sostituzione dei corpi illuminanti e accessori alle torri faro di illuminazione del campo dello stadio Arena della Vittoria». La gara è stata aperta il 16 dicembre e il termine per la presentazione delle offerte è stato il 20 gennaio. Quella risultata più vantaggiosa è stata avanzata dalla ditta foggiana, che ha formulato il ribasso del 18,5 per cento, con un importo pari a 159.728,85 euro (oltre tremila euro di oneri della sicurezza non soggetti a ribasso). L’offerta seconda classificata risulta quella presentata dalla Elettrotecnica Antonio Occulto srl, che ha formulato il ribasso del 12,3 per cento, mentre la terza classificata è stata presentata dalla Mancini impianti di Nicola Mancini che ha formulato il ribasso dell’8,24 per cento.

Il celebre stadio, per anni simbolo di Bari, con la sua iconica forma ovale fu inaugurato nel 1934 in zona Marconi, e rimase attivo per ben 56 anni, fino all’ultimo incontro ufficiale, disputatosi il 21 maggio 1990 tra Bari e Genoa (si trattava della quarantottesima finale della Coppa Mitropa, curiosamente il primo trofeo internazionale vinto dalla squadra del Bari). Nel corso degli anni, l’impianto ha svolto più funzioni e ha vissuto numerose vicissitudini che ne hanno messo a rischio la sopravvivenza.
Durante il bombardamento di Bari del 2 dicembre 1943, due ordigni colpirono e danneggiarono lo stadio, la cui importanza strutturale fu compresa subito dagli Alleati, che lo utilizzarono come deposito di armi, carri armati, artiglieria pesante. Ma il culmine della sua esperienza come “ultra-stadio” lo toccò quando, nell’agosto del 1991, furono ospitati all’interno dell’Arena della Vittoria gli oltre 20mila profughi della nave Vlora. A quella data, il Bari già giocava nello stadio San Nicola. Eppure per i veri cultori della materia e dei galletti, l’Arena della Vittoria rimane ancora oggi la vera casa della squadra cittadina. Dal momento della sua dismissione, nell’impianto gioca la squadra cittadina di rugby a 15 (la Tigri Bari) e quella di football americano (la Navy Seals Bari). Ma ci sono anche concerti, rappresentazioni teatrali e, in più occasioni, tappe del Giro d’Italia.
Il primo impianto di illuminazione artificiale fu inaugurato nell’estate del 1966, e costò 80 miliardi di lire. Ora, l’Arena della Vittoria tornerà a splendere come ha sempre fatto.

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