Un numero che da solo racconta una difficoltà quotidiana, con 45 posti vacanti su una pianta organica prevista di 139 unità. Alla Procura della Repubblica di Bari la scopertura supera il 32 per cento, un dato che fotografa con chiarezza le criticità di uno degli uffici giudiziari più importanti del Mezzogiorno.
La carenza di personale riguarda il comparto amministrativo e di supporto all’attività dei magistrati, una componente essenziale per il funzionamento della macchina giudiziaria. Senza un numero adeguato di unità, ogni fascicolo richiede più tempo, ogni adempimento diventa più complesso e l’intero sistema rallenta, con effetti a cascata sui procedimenti penali e sull’organizzazione del lavoro.
La Procura di Bari è chiamata a gestire un carico elevatissimo di procedimenti, molti dei quali di particolare complessità: inchieste su criminalità organizzata, reati economici, pubblica amministrazione, sicurezza sul lavoro e violenze di genere. Un’attività che richiederebbe strutture solide e personale sufficiente, ma che invece si confronta quotidianamente con una cronica mancanza di risorse umane.
Il deficit di 45 unità si traduce in uffici scoperti, mansioni accorpate e un ricorso continuo alla flessibilità del personale in servizio. Chi resta è costretto a sostenere carichi di lavoro ben superiori alla media, con inevitabili ripercussioni sui tempi di trattazione dei fascicoli e sullo stress operativo. In molti casi, la carenza rende difficile anche garantire la piena funzionalità dei servizi di front office, con disagi per avvocati, cittadini e forze dell’ordine.
Il problema non è nuovo, ma negli ultimi anni si è accentuato a causa dei pensionamenti e della lentezza nel ricambio del personale. Le nuove assunzioni, quando arrivano, non riescono a compensare del tutto le uscite, lasciando invariato il divario tra organico previsto e organico effettivo.
Una situazione che rischia di diventare strutturale se non affrontata con interventi mirati. In un contesto territoriale complesso come quello barese, la carenza di personale amministrativo non è solo una questione interna agli uffici giudiziari, ma incide direttamente sull’efficienza della giustizia e sulla percezione di legalità da parte dei cittadini.
Ritardi, rinvii e accumulo di arretrati finiscono per minare la fiducia nel sistema, proprio in una fase in cui la domanda di giustizia è in costante crescita. Da più parti si invoca un rafforzamento urgente dell’organico, attraverso assegnazioni straordinarie e procedure più rapide di copertura dei posti vacanti. Senza un intervento deciso, il rischio è che la Procura continui a lavorare in affanno, affidandosi alla buona volontà del personale rimasto per garantire standard di efficienza sempre più difficili da mantenere.