Nicola Bonasia non si ricandiderà a sindaco di Modugno alle prossime elezioni amministrative. Bonasia è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari e della Guardia di finanza che, a novembre, ha portato all’arresto, tra gli altri, dell’assessore comunale alle Attività produttive Antonio Lopez, ora ai domiciliari.
Lo ha annunciato ieri sera nel corso del Consiglio comunale come spiega lui stesso oggi sulla sua pagina Facebook. «Ho sentito il dovere di parlare guardando negli occhi la mia città», afferma. «Ho annunciato una scelta importante, maturata nel tempo e ormai definitiva: non mi ricandiderò alle prossime elezioni amministrative. Non è una decisione dettata da calcoli o strategie – continua Bonasia – ma dal rispetto profondo che nutro nei confronti delle istituzioni e della città di Modugno. In una fase complessa della mia vita personale e pubblica, ho ritenuto giusto anteporre la stabilità dell’azione amministrativa, la credibilità delle istituzioni e l’interesse collettivo a qualsiasi valutazione individuale. Continuerò a servire Modugno sino all’ultimo giorno con lo stesso impegno, la stessa serietà e lo stesso senso di responsabilità che hanno guidato ogni mia scelta. Lo farò nella piena consapevolezza della mia totale estraneità ad ogni forma di illegalità, continuando a collaborare con serenità e fiducia con chi è chiamato ad accertare la verità».
All’inizio del mese sono stati acquisiti faldoni di documenti al Comune e, inoltre, lo stesso sindaco è stato ascoltato dal pubblico ministero Fabio Buquicchio, alla presenza dei suoi avvocati.
Bonasia aveva chiesto di essere sentito. L’accusa gli contesta di aver promesso un posto di lavoro a una persona vicina a un clan in cambio del sostegno al ballottaggio.
A dicembre il prefetto di Bari ha nominato una commissione di accesso per valutare l’eventuale presenza di infiltrazioni mafiose e il possibile scioglimento del Consiglio. «Non nascondo che quanto mi stia accadendo lasci ferite profonde, umane prima ancora che politiche», scrive il primo cittadino. «Ma proprio per questo ho scelto di fermarmi, di riflettere, di rispettare fino in fondo il ruolo che ho avuto l’onore di ricoprire. La politica, per come l’ho sempre intesa, è responsabilità, è anche la capacità di scegliere quando scegliere fa male. In queste settimane – continua Bonasia – ho sentito forte l’abbraccio di tante persone. La vicinanza, l’affetto, il sostegno sincero di chi ha creduto in me e nel lavoro fatto insieme sono un dono che porterò sempre con me. Modugno oggi è una città diversa, più consapevole, più forte, finalmente protagonista in tutta la città metropolitana, con una visione chiara del proprio futuro. E non può fermarsi proprio ora».
Il «passo indietro», sottolinea Bonasia, «non è una rinuncia, ma un atto di amore verso la mia Città. Continuerò a esserci, da cittadino – promette il sindaco – con lo stesso legame profondo di sempre. A testa alta e con la schiena dritta, con la serenità di chi sa di aver servito Modugno con onestà, passione e, soprattutto, rispetto delle regole. Perché le istituzioni non sono proprietà di chi temporaneamente le guida, ma responsabilità che si custodiscono e che si consegnano. Modugno merita di andare avanti. E io, comunque vada, sarò sempre dalla sua parte», conclude.