Campi di grano divorati dalle fiamme, raccolti distrutti e pascoli inceneriti. È il drammatico bilancio stilato da Coldiretti Puglia dopo il violento rogo che ha colpito il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ad Altamura. A pagare il prezzo più alto è un giovane allevatore della zona, la cui azienda conta circa 300 capi di pecora Altamurana, razza autoctona tutelata per la biodiversità zootecnica. Oltre ai danni diretti, la legge vieterà il pascolo nelle aree boscate colpite per dieci anni, compromettendo gravemente il futuro dell’attività.
«Non possiamo chiedere ai giovani di investire in agricoltura e poi lasciarli soli di fronte a queste tragedie», ha dichiarato Donato Mercadante, delegato di Giovani Coldiretti Puglia. La situazione è critica: secondo le elaborazioni Coldiretti su dati EFFIS-Copernicus, in provincia di Bari sono già andati in fumo 732 ettari, portando il totale regionale da inizio giugno a oltre 1.825 ettari.
Considerato che circa il 60% dei roghi è di origine dolosa, Coldiretti chiede un deciso cambio di passo nella prevenzione e nei controlli sul territorio. L’associazione sollecita inoltre una rapida ricognizione dei danni, l’attivazione immediata di indennizzi economici per le aziende colpite e il varo di un Piano straordinario regionale di prevenzione degli incendi, basato sulla manutenzione delle fasce tagliafuoco e un monitoraggio costante delle aree più a rischio.
