Il primo semestre del 2026 fa registrare una crescita media del 5% del traffico di container nei porti del Mediterraneo rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante le forti tensioni geopolitiche internazionali nate dal conflitto Usa-Iran e dalla crisi dello Stretto di Hormuz.
La “performance” del quadrante marittimo, pur con una spiccata disomogeneità tra le varie infrastrutture dove spicca il picco di Port Said (+22,9%), dimostra la capacità di reazione delle rotte commerciali.
La fotografia emerge dallo studio di Uniontrasporti, società del sistema camerale, dedicato all’impatto delle crisi globali sull’economia dell’area e con un focus specifico sulle regioni meridionali italiane. Il report verrà presentato ufficialmente il 22 settembre 2026 a Bari per l’apertura della terza edizione delle “Giornate del Mezzogiorno“, l’appuntamento promosso dalla Camera di Commercio di Bari.
Nel corso di due giorni alla Fiera del Levante (il 22 e il 24 settembre) le riflessioni si concentreranno sulle modifiche degli assetti geopolitici, sulle ricadute commerciali per l’Italia e sul valore strategico del Mezzogiorno. Il secondo incontro analizzerà invece le opportunità legate allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
«La globalizzazione sta attraversando una nuova fase e con essa si ridefiniscono le condizioni nelle quali operano le aziende. Energia, materie prime, logistica, infrastrutture e accesso ai mercati sono sempre più legati agli equilibri geopolitici. Il Mezzogiorno non è ai margini di questi mutamenti, ma si trova al centro di dinamiche strategiche che riguardano il Mediterraneo e l’Europa», sottolinea Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari, che precisa sull’IA: «Formazione, infrastrutture e competenze sono condizioni indispensabili perché possa diventare un fattore di sviluppo diffuso».
