«I dati degli ultimi giorni sono rincuoranti. Si sta iniziando a intravedere un rallentamento della crescita dei contagi a causa del Covid-19». Ad affermarlo è Antonio Sanguedolce, direttore generale della Asl Bari.
Da alcune settimane in Puglia si è assistito a un’improvvisa impennata della curva epidemiologica che ha riportato molti cittadini a temere una nuova ondata epidemica. Il pericolo non sembra del tutto scampato, anzi. Stando all’ultimo monitoraggio Gimbe, in quasi tutte le regioni d’Italia, nella settimana dal 16 al 22 marzo, sembrerebbe essersi registrato un picco dei contagi, che avrebbe toccato l’apice proprio all’interno della Regione Puglia. Infatti, è stato evidenziato come i casi positivi siano letteralmente raddoppiati passando da 1.060 ogni 100 mila abitanti a 2731, ponendoci maglia nera d’Italia e secondi solo all’Umbria.
Numeri che destano preoccupazione anche se, come riferito dal direttore Sanguedolce, «è normale che vi siano delle disparità da una Regione all’altra, perché le diverse ondate della pandemia non avvengono mai contemporaneamente su tutto il territorio nazionale e in ambito europeo. Pertanto, si possono avere dei momenti in cui c’è un picco in una Regione o territorio, quando magari altrove è già passata». Sarà colpa della variante Omicron 2 (più veloce nel contagio, ma non più pericolosa) che circola insistentemente sul territorio pugliese? La speranza è che nelle prossime settimane la situazione migliori, anche perché è arrivata la bella stagione che dovrebbe aiutare a rallentare la corsa del virus. Questo, però, non deve invogliare i cittadini pugliesi ad abbassare la guardia: occorre, sempre, rispettare le regole sul distanziamento e utilizzare i dispositivi di protezione nei luoghi al chiuso e laddove, all’esterno, si possono creare assembramenti.
E non solo: rimane importante continuare a proteggersi grazie alla vaccinazione anti-Covid. I cittadini pugliesi fin dall’inizio della campagna vaccinale hanno sempre dimostrato un grande senso di responsabilità: la Puglia, infatti, è la prima Regione d’Italia che annota la percentuale più alta di soggetti protetti. I pugliesi che hanno completato il ciclo vaccinale sono l’86,9 per cento (la media italiana è dell’83,9), mentre il tasso di copertura vaccinale con la terza dose, la “booster, è dell’85,5 per cento (media italiana dell’84 per cento). In crescita anche il numero delle quarte somministrazioni ai fragili, che si attestano intorno al 4,5 per cento. La percentuale di bambini tra i 5 e gli 11 anni che hanno completato il ciclo vaccinale è del 48,2, contro una media nella penisola del 33,4 per cento. «È noto – conclude Sanguedolce – che la vaccinazione non protegge totalmente dall’infezione, ma il grandissimo numero di vaccinati in Puglia consente di contenere al massimo il numero delle ospedalizzazioni e decessi, durante queste fasi. È quanto sta avvenendo in questo periodo».
Al momento, in Puglia i nuovi casi positivi individuati su 37.811 test compiuti, sono stati 7.909. Il numero degli attualmente positivi è passato da 115.267 a 116.334. Tra questi, 620 sono i pazienti che sono ricoverati nei reparti di Medicina Covid in area non critica, e 32 i degenti più gravi in terapia intensiva. Cresce il numero dei morti: nelle ultime ore, ci sono state altre 11 vittime.