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Guerra in condominio a Bari per detersivi profumati: il Tribunale dà ragione alla vicina malata e ne vieta l’uso

Niente più detersivi profumati, ammorbidenti per il bucato, disinfettanti intensi o vernici chimiche negli spazi condivisi

Guerra in condominio a Bari per detersivi profumati: il Tribunale dà ragione alla vicina malata e ne vieta l’uso

Niente più detersivi profumati, ammorbidenti per il bucato, disinfettanti intensi o vernici chimiche negli spazi condivisi. Lo ha stabilito con un decreto d’urgenza inaudita altera parte il Tribunale civile di Bari, intervenendo in modo drastico all’interno di un condominio nel pieno centro cittadino. Il motivo? Proteggere la salute di una residente affetta da una grave vasculite autoimmune associata a Sensibilità Chimica Multipla (Mcs), una patologia rara che rende intollerabile e potenzialmente letale l’esposizione a determinate sostanze chimiche di uso quotidiano.

Il provvedimento del giudice rappresenta l’ultimo capitolo di una vera e propria “guerra di vicinato” che si trascina da oltre un decennio e che ha già attraversato diverse aule di giustizia.

Il verdetto civile dopo l’archiviazione penale

La decisione del Tribunale civile arriva a soli dieci giorni da un altro verdetto di segno opposto. Lo scorso 15 giugno, infatti, la giustizia penale aveva archiviato un procedimento a carico dell’amministratore e di due condomini del palazzo. Erano stati accusati dalla donna di aver violato un’ordinanza sindacale del 2012 che già imponeva severe limitazioni igienico-ambientali nell’edificio. Secondo le denunce della signora, i vicini avrebbero continuato a lasciare sul pianerottolo rifiuti, cartoni e stracci imbevuti di detergenti, oltre a salviette profumate utilizzate per la pulizia dei cani.

Nonostante l’archiviazione sul fronte penale, la donna ha tentato la via del ricorso d’urgenza in sede civile, ottenendo stavolta il blocco immediato. Il decreto del giudice impone la cessazione istantanea dell’uso di tutte le sostanze chimiche vietate dalla vecchia ordinanza del sindaco e obbliga il palazzo all’adozione di un rigido protocollo per la pulizia delle parti comuni.

«A causa della sua condizione – si legge nel testo del decreto del Tribunale – la vita della signora è confinata al suo appartamento, che rappresenta il suo unico rifugio. Tuttavia, da anni, tale rifugio è reso invivibile dalle continue e illecite immissioni di sostanze chimiche provenienti dalle parti comuni e dagli appartamenti dei vicini».

La replica dei vicini: «Vita condominiale invivibile»

La reazione degli altri inquilini dello stabile non si è fatta attendere. Attraverso il proprio legale, l’avvocato Nicola Quaranta (dello studio Tmdplex), i condomini citati in giudizio hanno espresso forte contrarietà al provvedimento, preannunciando una dura battaglia legale.

Secondo la difesa, i residenti sarebbero «ancora una volta vessati dalle iniziative giudiziarie della condomina», la quale, a loro dire, avrebbe «reso la vita dell’intero condominio invivibile dentro e fuori lo stabile». I vicini si dicono pronti a contestare punto per punto le accuse. La palla passa ora all’udienza di merito, fissata per il prossimo 9 luglio, quando il giudice civile ascolterà le parti in contraddittorio per confermare, modificare o revocare il contestatissimo divieto ai profumi.