Ha imboccato in controsenso via Aquilino, nel rione Japigia, la strada che ospita proprio il Comando della Polizia Locale di Bari, creando intralcio e pericolo alla circolazione. Ma quando un’agente e la neo-assessora comunale alla Polizia Locale e alla Protezione Civile, Carla Palone, che si trovava a bordo dell’auto di servizio, gli hanno fatto notare l’infrazione, l’uomo è andato su tutte le furie. È degenerato in una raffica di minacce, insulti e aggressioni verbali l’episodio avvenuto nella mattinata di oggi, giovedì 2 luglio.
L’automobilista è stato bloccato dagli altri agenti intervenuti in massa dal Comando e condotto negli uffici per l’identificazione e la denuncia. A rendere noto l’accaduto è la segreteria del sindacato Fiadel Csa, che ha espresso immediata solidarietà alle due donne.
Smartphone puntato in faccia «come un’arma»
Secondo quanto ricostruito nella nota sindacale, la vettura guidata dall’uomo stava bloccando il traffico proprio a causa del senso di marcia invertito. Richiamato formalmente dall’agente municipale, il conducente ha arrestato il veicolo e, anziché fare retromarcia, è sceso dall’abitacolo visibilmente alterato.
A quel punto si è scagliato contro la vigilessa e contro l’assessora Palone: «Ha cominciato a inveire ad alta voce, in vernacolo barese, con frasi minacciose, arroganti e offensive – evidenzia il sindacato – e ha puntato il telefono che aveva fra le mani sul viso della collega della Polizia Locale e dell’assessora, come se fosse un’arma tesa a offendere».
A evitare che l’aggressione verbale si trasformasse in violenza fisica sono state le urla delle due donne, che hanno richiamato l’attenzione dei motociclisti e degli agenti presenti all’interno della vicina caserma. I colleghi sono immediatamente accorsi in strada, hanno circondato l’automobilista e lo hanno immobilizzato, conducendolo poi nei vicini uffici del Comando dove rischia ora accuse pesanti, tra cui minacce e oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.
L’episodio ha riacceso la protesta dei sindacati sulla sicurezza del personale in divisa: «Quello che è accaduto è di una gravità unica – conclude la nota della Fiadel Csa –. L’uniforme purtroppo non è più un deterrente. Questo grave episodio deve far riflettere su come, ormai per motivi del tutto futili, si arrivi a una violenza gratuita e pericolosa nelle nostre città».
