Volevano costringerlo con la forza a ritirare una querela, finendo per accoltellarlo brutalmente. Per quel raid punitivo, avvenuto il 3 giugno 2025 a Gravina in Puglia, il Gup del Tribunale di Bari, Flavia Lombardo Pijola, ha condannato oggi padre e figlia rispettivamente a 8 anni e 10 mesi e a 6 anni di reclusione.
I due imputati, un 50enne e una 26enne, rispondono di tentato omicidio. Secondo la ricostruzione processuale, confermata dalla sentenza in rito abbreviato, i due (tuttora detenuti in carcere dopo l’arresto in flagranza) tesero un agguato al 70enne per “chiudere i conti” su una vecchia ruggine legale.
L’aggressione fu feroce. Al culmine di una discussione, dopo aver intimato all’anziano di ritirare una denuncia sporta per una precedente lite, padre e figlia passarono dalle minacce verbali alle lame. La vittima fu colpita alle spalle e all’addome con cinque coltellate, inferte utilizzando due diverse armi da taglio. L’uomo, costituitosi parte civile con l’avvocato Saverio Verna, si salvò nonostante le gravi ferite. I condannati dovranno ora anche risarcirlo.
Il movente del sangue risiede in una precedente presunta aggressione, per la quale il processo inizierà a febbraio. Una vicenda complessa che vede sul banco degli imputati la stessa 26enne e altri familiari, ma anche lo stesso 70enne, a sua volta denunciato per lesioni in un groviglio di accuse incrociate che è poi degenerato nel tentato omicidio.







