«Ma possibile che a Gravina non ci siano pediatri per inserire neonati? Cosa più scandalosa che nell’attesa che si liberi il posto sono disponibili a pagamento». È questo il duro sfogo social di una giovane mamma di Gravina che da mesi non riesce a trovare un pediatra a cui affidare suo figlio. Una situazione non isolata a leggere i commenti di tanti altri genitori costretti a emigrare fuori città per una vista pediatrica di routine o a rivolgersi a pediatri «solo a pagamento, perché se paghi si liberano» denuncia un’altra signora.
E mentre alcuni utenti hanno chiesto l’intervento del primo cittadino di Gravina per «intercedere con la Asl» a prendere carta e penna è stato il consigliere comunale Mario Conca che ha inviato una nota al direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, «per denunciare l’ennesima emergenza sanitaria che colpisce Gravina». Nella sua nota Conca denuncia le difficoltà delle famiglie ad iscrivere i nuovi nati da un pediatra poiché i pochi ancora in servizio hanno raggiunto il numero massimo di assistiti previsti per legge. I recenti pensionamenti tra Gravina e Altamura hanno ulteriormente complicato la situazione. Molti genitori gravinesi hanno iscritto i figli da pediatri di Altamura, ma la situazione anche nella città del pane è oramai al collasso con un paio di medici che hanno accettato di restare ancora un anno in servizio per far fronte alla carenza di colleghi e aiutare le famiglie a trovare nuovi dottori.
A creare maggiore preoccupazione non sono ovviamente le visite di routine ma le emergenze con i pediatri che negli anni hanno rinunciato alle visite a domicilio costringendo genitori e piccoli pazienti a lunghe attese negli studi medici «dove entri con una malattia e te ne prendi altre due in attesa del tuo turno» scrive un altro genitore. «È l’ennesima dimostrazione di una programmazione fallimentare della medicina territoriale – denuncia Conca – Non si pianificano i pensionamenti, non si sostituiscono tempestivamente i professionisti e, come sempre, a pagare sono i cittadini della Murgia». Nella nota inviata a Fruscio, Conca denuncia anche la mancanza di fondi per «il servizio ordinario che dovrebbe seguire ogni bambino dalla nascita, con i bilanci di salute, le vaccinazioni, le prescrizioni e l’assistenza quotidiana mentre si spendono migliaia di euro per gli SCAP pediatrici nei fine settimana».
La richiesta inviata alla Asl è di un tempestivo intervento assegnando nuovi pediatri al territorio gravinese a cui, tra l’altro, si rivolgono anche le famiglie di Poggiorsini. «Gravina non può continuare ad essere considerata una periferia dell’impero sanitario barese, le famiglie hanno diritto a scegliere un pediatra nella propria città, non a mettersi in macchina per cercarlo altrove».
