È stata fissata per il prossimo 18 novembre, dinanzi alla gup del Tribunale di Bari Flavia Lombardo Pijola, l’udienza inerente al violento pestaggio subito lo scorso 23 luglio all’interno del Parco Rossani ai danni della ventiseienne Giuditta D’Elia. A rispondere dell’aggressione è la 32enne Angela Memoli, ex addetta alla pulizia dei bagni pubblici dell’area verde, attualmente agli arresti domiciliari.
L’imputata deve rispondere di lesioni personali aggravate dai futili motivi, dall’aver commesso il fatto in più persone e dall’aver istigato dei minori a compiere il reato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la 32enne avrebbe picchiato la studentessa insieme ad altre tre donne e ad alcuni minorenni, causandole gravi traumi al volto e danni permanenti all’olfatto. All’origine del blitz vi sarebbe un episodio del tutto banale: bagnata per gioco con un fucile ad acqua dalla figlia piccola della Memoli, la vittima avrebbe rincorso e leggermente strattonato la bambina senza provocarle alcuna lesione, scatenando la violenta spedizione punitiva della madre e del gruppo.
La Procura aveva inizialmente chiesto per l’indagata il giudizio immediato. La difesa dell’imputata ha tuttavia fatto richiesta di accesso alla messa alla prova, formulando in via subordinata l’istanza di patteggiamento o di rito abbreviato: il quadro procedurale verrà definito nel corso dell’udienza del 18 novembre. Hanno già preannunciato la propria costituzione di parte civile la giovane vittima, il Comune di Bari e il Comune di Toritto, centro del Barese di cui la studentessa è residente.
