Non sarebbero coinvolte altre persone nel tragico incidente che il 4 gennaio scorso costò la vita ai 18enni Andrea Liddi e Davide Capuozzo nel quartiere Mungivacca di Bari. La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta.
Come ricostruito dalla pm Savina Toscani, quella mattina le due vittime si sarebbero ritrovate con le moto, insieme ad alcuni amici, nella strada chiusa al traffico nei pressi del mercato agroalimentare Maab, una grande struttura completata nel 2010 ma mai entrata in funzione.
L’incidente sarebbe stato causato da Liddi che, ad alta velocità, avrebbe travolto Capuozzo, uccidendolo, e ferito un altro amico. «L’evento è stato causato in via esclusiva dalla condotta colposa del giovane Liddi (deceduto a seguito del sinistro) il quale a bordo della sua moto ed a causa della elevata velocità di marcia (pari a circa 120 km/h) non si avvedeva tempestivamente del giovane pedone (Capuozzo Davide), investendolo», si legge nella richiesta di archiviazione. «La tragica fatalità», scrive ancora la pm, «non ha visto dunque il coinvolgimento di altri soggetti».
La moto utilizzata dal giovane, una Yamaha 700, era intestata alla madre di Liddi, nei cui confronti non sono state riscontrate responsabilità colpose (per presunta omessa custodia del mezzo affidato al figlio) perché «il veicolo risultava depotenziato sicché poteva essere condotto anche da soggetto infra ventunenne senza alcuna irregolarità».
I familiari delle due vittime, assistiti dagli avvocati Giuseppe De Luca (Studio Spadaro) e Fabio Ferrara, non si sono opposti alla richiesta di archiviazione.
