Ferma presa di posizione degli avvocati baresi che hanno inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bari, Salvatore D’Aluiso, sull’opportunità di condannare l’azione militare del governo israeliano in atto a Gaza e Cisgiordania.
«Abbiamo raccolto molteplici, libere e incondizionate adesioni all’appello che alleghiamo (con l’elenco dei nomi in ordine di arrivo, precisando agli interessati che si trattava di una “lettera aperta”), affinché il nostro Ordine professionale assuma una posizione di ferma condanna della escalation delle azioni militari promosse dal governo israeliano nella striscia di Gaza, in Cisgiordania e, in generale, contro la popolazione palestinese, dopo i gravissimi esecrabili atti di terrorismo del 7 ottobre 2023».
Così l’attacco della lettera aperta, primi firmatari gli avvocati Michele Laforgia, Beppe Macchione, Maria Pia Vigilante e Luigi Paccione, seguono poi i nomi di altri 140 avvocati. «Da giuristi e operatori forensi – si legge nella lettera – ci siamo attenuti alle risoluzioni e alle pronunce dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ritenendo che la sistematica violazione dei principi umanitari e del diritto internazionale renda necessaria una presa di posizione dell’Avvocatura, anche nelle sue espressioni istituzionali. Non possiamo assistere silenti e indifferenti alla barbarie in corso, che di quei principi è la negazione più radicale, né astenerci dallo stigmatizzare le iniziative del governo israeliano contro una popolazione sostanzialmente inerme, coinvolgendo indiscriminatamente civili, giornalisti, operatori umanitari e sanitari. Poiché le parole sono importanti – è nelle parole infatti che noi ci definiamo e definiamo gli altri, nel ruolo e in quello che siamo, nei nostri valori e in quello che proviamo – confidiamo che il nostro appello sarà preso nella dovuta considerazione e accolto dal nostro Ordine professionale, quale ente esponenziale non solo dei nostri interessi strettamente professionali, ma anche dei principi di cui siamo garanti».
Nell’appello si fa riferimento innanzitutto al Preambolo del Codice deontologico degli Avvocati Europei che recita: «In una società fondata sul rispetto della giustizia, l’avvocato interpreta un ruolo eminente. La sua missione non si limita alla esecuzione fedele di un mandato nell’ambito della legge. In uno Stato didiritto l’avvocato è indispensabile alla giustizia e a coloro di cui deve difendere i diritti e le libertà». Prendendo le mosse da qui gli avvocati chiedono al presidente dell’Ordine di «assumere una posizione comune che condanni l’azione genocidiaria in atto nella striscia di Gaza ad opera del governo di Israele, in totale spregio dei fondamentali diritti umanitari degli abitanti di quei territori, degli operatori della informazione, di tutti i prestatori di aiuti umanitari anch’essi attinti da azioni di violenza ingiustificata e sproporzionata, di chiunque provi a protestare o impedire legittimamente in qualsiasi modo che detto genocidio sia portato alle estreme conseguenze». Alla luce di principi costituzionali e di diritto internazionale si evince che «analizzando i modelli di violenza e le politiche israeliane nell’attacco Gaza, ci sono ragionevoli motivi per credere che la soglia che indica che Israele abbia commesso un genocidio sia stata raggiunta».
I primi firmatari invitano tutti i colleghi iscritti all’Ordine barese a firmare l’appello affinché l’Ordine approvi un ordine del giorno in cui: «affinché il COA approvi un ordine del giorno in cui: «condanni apertamente l’azione militare del Governo israeliano in corso nei territori di Gaza e della Cisgiordania».