All’indomani della festa di Fratelli d’Italia per celebrare il traguardo raggiunto dal Governo Meloni, diventato ieri il più longevo della storia repubblicana italiana, a Bari scende in piazza Futuro nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci.
Il presidio in piazza Umberto – ritenuta «simbolo del degrado» – è stato organizzato dal deputato Rossano Sasso e dal consigliere comunale del capoluogo pugliese, Giuseppe Carrieri, per ribadire le parole d’ordine del movimento: “Sicurezza, remigrazione” e No all’”ennesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina”.
«Vista la progressione di consensi nei sondaggi e le simpatie per il generale Vannacci», afferma Sasso, Futuro nazionale punta «alla doppia cifra, ad essere il primo partito del centrodestra italiano. Puntiamo ad essere un’alternativa di governo».
Il deputato vuole «dimostrare anche agli amici di Fratelli d’Italia che una volta al governo si può essere coerenti a differenza loro e si possono mantenere le promesse fatte. Per molta gente che magari un tempo votava a destra ed è deluso da tutti quanti quelli che si definiscono moderati di centrodestra – ha detto – noi siamo qui a rappresentare un’alternativa, ma un’alternativa che vuole essere di governo».
Futuro nazionale, sostiene Sasso, non dice «nulla di diverso rispetto a quello che diceva Giorgia Meloni nel 2022. C’è una piccola differenza: noi siamo coerenti, e una volta al governo non ci piegheremo alla Von der Leyen, ma resteremo noi stessi, saremo la spina del fianco di questa destra».
Dinanzi a qualche decina di persone con indosso le magliette nere con la scritta “L’Italia agli Italiani“, e bandiere del movimento, Sasso ha poi ironizzato sulle accuse di ricostituzione del partito fascista: «Qui ci sono dei pericolosi fascisti – afferma indicando le persone che si sono radunate in piazza – vedo ragazzi, qualche vecchietto, persone che vivono, che sono integrate nella società civile. Sinceramente, se l’accusa non provenisse da un sindacato che si definisce il sindacato dei militari, direi che sono accuse ridicole, patetiche e demenziali».
