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Bari Cronaca

Faida tra clan a Bari, dopo l’omicidio in discoteca i Capriati brindarono in cella. Gli Strisciuglio rovesciarono un biliardino

Brindisi in cella e un biliardino rovesciato in segno di lutto. Sarebbero state queste le opposte reazioni dei carcerati presunti esponenti dei clan Capriati e Strisciuglio all’omicidio di Filippo Scavo, 43enne ritenuto appartenente al secondo gruppo criminale, ucciso nella discoteca Divine Club di Bisceglie il 19 aprile scorso.

Le reazioni sarebbero state registrate in carcere dagli inquirenti nelle ore successive al delitto. I carcerati del clan Strisciuglio, ha sottolineato la pm della Dda Bruna Manganelli, hanno mostrato il lutto «rovesciando un biliardino del carcere per non farlo utilizzare». Quelli del clan Capriati, invece, hanno festeggiato e brindato, «pubblicando anche le foto sui social». Tre di loro si mostrano su Instagram in cella con bottiglie di birra in mano, e viene poi pubblicata da un detenuto sul social la foto di un frigorifero con all’interno birre e un’arma da fuoco a canna lunga e la scritta inequivocabile: “Il piatto va servito freddo, ognuno avrà ciò che merita“. Le foto sono contenute nelle circa mille pagine dei due provvedimenti restrittivi eseguiti.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza della discoteca, ha detto la pm, «non hanno permesso di ricostruire la scena clou dell’omicidio», ma gli indagati fermati oggi sono stati ripresi mentre «entrano armati ed escono dopo 11 secondi».

La pm, che ha coordinato le indagini sull’omicidio di Scavo, ha sottolineato da un lato «l’atteggiamento omertoso del personale della sicurezza della discoteca», dall’altro «gli importanti contribuiti della popolazione civile» nella ricostruzione della dinamica dell’omicidio. «Anche i parenti di Lello Capriati – ha aggiunto – si sono dimostrati omertosi, perché la moglie aveva capito subito chi fossero i responsabili» dell’omicidio del marito, avvenuto la sera di Pasquetta del 2024, ma non avrebbe in alcun modo aiutato gli inquirenti.

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