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Ex Bpb verso la vendita, gli azionisti: «Noi esclusi e senza risposte»

La possibile cessione a privati della ex Banca Popolare di Bari, ora Banca del Mezzogiorno, preoccupa gli azionisti perché, secondo loro, i vertici continuerebbero a non dimostrare trasparenza. È questo il nodo al centro della nota diffusa dal "Comitato degli ex soci della Banca Popolare di Bari", firmata da Saverio Daddario. Secondo quanto riportato, diversi…
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La possibile cessione a privati della ex Banca Popolare di Bari, ora Banca del Mezzogiorno, preoccupa gli azionisti perché, secondo loro, i vertici continuerebbero a non dimostrare trasparenza. È questo il nodo al centro della nota diffusa dal “Comitato degli ex soci della Banca Popolare di Bari”, firmata da Saverio Daddario. Secondo quanto riportato, diversi istituti bancari avrebbero già manifestato interesse per l’acquisizione della banca, oggi considerata risanata grazie a diversi interventi pubblici.

Il recupero, si legge, sarebbe stato possibile attraverso la riduzione dei crediti deteriorati (i cosiddetti Npl), il taglio dei costi e la riorganizzazione interna, anche con il trasferimento di personale verso Mediocredito Centrale, controllato dallo Stato, e la chiusura di alcune filiali. Un percorso sostenuto con risorse pubbliche che ha coinvolto anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ma mentre si profila la privatizzazione, il Comitato denuncia il mancato coinvolgimento degli azionisti. Oltre 50mila piccoli risparmiatori, titolari di circa il 3% del capitale, lamentano di essere esclusi dalle assemblee di approvazione dei bilanci, con la partecipazione consentita solo tramite un rappresentante designato dalla banca, una modalità introdotta dal 2020 e contestata perché non prevista dallo statuto.

Sul tavolo resta soprattutto il peso del contenzioso. Sono circa 3mila le cause civili avviate da ex azionisti per la vendita di titoli ritenuti illiquidi e per informazioni giudicate incomplete o fuorvianti. In parallelo, sono in corso procedimenti penali contro gli ex vertici per ipotesi di reato come falso in bilancio e manipolazione del mercato. In due di questi processi la banca è stata chiamata come responsabile civile, con il rischio di dover risarcire eventuali danni.

A rafforzare le richieste degli investitori c’è anche una sentenza del Tribunale civile di Bari, che ha condannato ex amministratori e revisori a pagare circa 122 milioni di euro, considerata un precedente importante per ulteriori azioni legali.

In questo scenario, il Comitato solleva un interrogativo: chi sarebbe disposto ad acquistare la banca facendosi carico di un contenzioso così ampio? Tra le ipotesi indicate, quella che lo Stato mantenga su di sé il rischio legale o che si arrivi a un accordo preventivo con gli azionisti prima della vendita.

Per chi ha già avviato cause civili, precisano gli ex soci, un eventuale cambio di proprietà non modificherà l’iter dei procedimenti. Intanto, concludono, resta l’attesa che la giustizia chiarisca le responsabilità e che i risparmiatori possano recuperare quanto perduto.

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