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Disperso in Molise dopo il crollo sul Trigno, fiato sospeso per Domenico: sequestrata l’altra vettura

Il silenzio del fiume Trigno, interrotto solo dal ronzio dei droni e dal battito ritmico degli elicotteri, restituisce per ora solo frammenti di metallo e interrogativi pesanti. Sono passate settantadue ore da quando l’auto di Domenico Racanati, un pescatore di 53 anni residente a Bisceglie, è stata inghiottita dal fango e dalle macerie del ponte…
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La persona scomparsa nel crollo del ponte sul trigno Questo è l’appello della figlia

Il silenzio del fiume Trigno, interrotto solo dal ronzio dei droni e dal battito ritmico degli elicotteri, restituisce per ora solo frammenti di metallo e interrogativi pesanti. Sono passate settantadue ore da quando l’auto di Domenico Racanati, un pescatore di 53 anni residente a Bisceglie, è stata inghiottita dal fango e dalle macerie del ponte lungo la Statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo. L’uomo stava viaggiando verso Ortona per impegni lavorativi quando l’asfalto e le travi sotto le sue ruote hanno ceduto, trasformando una normale trasferta in una tragedia che oggi scuote due regioni.

Dispiegamento massiccio

Le ricerche non conoscono tregua. Il dispositivo di soccorso messo in campo dai Vigili del Fuoco è imponente: squadre di sommozzatori specializzati lottano contro la corrente e la scarsa visibilità dei fondali. Accanto a loro, i soccorritori fluviali setacciano le sponde metro dopo metro, supportati dall’alto da droni termici e dall’elicottero del reparto volo di Pescara. Anche la Guardia Costiera di Termoli ha inviato una motovedetta per monitorare la foce del fiume, temendo che la forza dell’acqua possa aver trascinato la Fiat Bravo color champagne verso il mare Adriatico. Gli unici punti fermi, finora, sono una targa e un paraurti rinvenuti ieri, tristi testimonianze del violento impatto.

Il «giallo» dei divieti

Mentre la terra viene scandagliata, nelle stanze della Procura di Larino si cerca di ricostruire la dinamica dei fatti, e qui emerge il primo scontro istituzionale. L’Anas sostiene con fermezza che il tratto stradale, ponte incluso, fosse interdetto al traffico e opportunamente sbarrato a causa del maltempo. Secondo l’ente gestore, Racanati e l’automobilista che lo precedeva (miracolosamente scampato al crollo) avrebbero ignorato i blocchi. Di parere opposto sembra essere la magistratura: i primi rilievi della Polizia Stradale suggeriscono che il divieto potesse riguardare solo aree alluvionate più a valle. Il sospetto degli inquirenti è che i due conducenti, trovando ostacoli sulle arterie principali, si siano affidati a Google Maps, che li avrebbe guidati attraverso strade secondarie proprio verso quel ponte maledetto, bypassando involontariamente le segnalazioni di pericolo.

Inchiesta per omicidio colposo

Il fascicolo aperto dal Procuratore di Larino ipotizza i reati di crollo e omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. L’auto dell’uomo che per primo ha dato l’allarme vedendo sparire la vettura di Racanati nello specchio retrovisore, è sotto sequestro per accertamenti tecnici. Le sue dichiarazioni sono considerate fondamentali per capire se la visibilità e la segnaletica fossero sufficienti a percepire il rischio imminente. Resta da accertare perché un’infrastruttura così vitale fosse vulnerabile al punto da collassare, nonostante i monitoraggi che avrebbero dovuto garantirne la stabilità. Ma la priorità resta il ritrovamento di Domenico.

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