A Bari il tasso di abbandono scolastico raggiunge il 13,8%, ma nei quartieri caratterizzati da una maggiore fragilità economica la dispersione supera il 22%, con una punta drammatica del 100% tra i giovani stranieri del centro storico.
È la fotografia scattata dall’indagine condotta dalla fondazione Openpolis – “Con i bambini” su dati Istat per la Commissione periferie, che mette in diretta correlazione l’uscita precoce dal sistema di istruzione con il disagio sociale del capoluogo pugliese.
Il dato più critico si registra nel rione San Nicola, corrispondente al borgo antico della città, dove si attesta il primato negativo degli abbandoni con il 26,6%. Nello stesso quartiere si rileva anche la percentuale più alta di famiglie a rischio di disagio economico, pari al 4,4%.
La mappa della dispersione prosegue poi con il quartiere San Paolo, che segna un tasso di abbandono del 22,2% a fronte del 3% di famiglie vulnerabili, e con il rione Libertà, dove i giovani che lasciano gli studi sono il 22% e le famiglie in difficoltà il 3,2%.
Sul versante opposto si colloca Picone, che mostra la situazione più virtuosa: qui l’abbandono scende al 7% e l’incidenza del disagio familiare si ferma all’1,6%.
Lo studio, che ha analizzato la fascia giovanile tra i 18 e i 24 anni con al massimo la licenza media e priva di percorsi formativi attivi, evidenzia un quadro ancora più allarmante per la popolazione di origine straniera. In media, a livello cittadino, ben il 60% dei giovani stranieri abbandona precocemente la scuola.
Un fenomeno che diventa sistematico proprio nel rione San Nicola, dove tocca quota 100%, mentre al San Paolo la percentuale si attesta all’80%. L’analisi, che ha approfondito anche le dinamiche legate al genere, documenta in modo inequivocabile come la privazione sociale ed economica incida direttamente sul futuro formativo delle nuove generazioni nei quartieri baresi.
