In ogni circostanza della vita inevitabilmente si entra nel circuito di un microcosmo, più o meno variegato, con il quale necessariamente bisogna relazionarsi. È il caso di ciò che viene raccontato in “Ristrutturazione” l’esilarante spettacolo interpretato e diretto da Sergio Rubini, scritto con Carla Cavalluzzi, che va in scena domani sera al Teatro Piccinni, inserito nel Cartellone del Teatro pubblico pugliese. Sul palco anche i bravissimi musicisti della band “Musica da rispostiglio”. Come in molti Lavori di Rubini, si parte dalla quotidianità e si racconta in forma confidenziale, della ristrutturazione di un appartamento. Acquistare una casa rappresenta ad un certo punto della vita in passo importante, ma ahimé! Nel momento in cui si decide di compierlo, non si immagina neanche lontanamente a cosa si andrà incontro quando si deciderà di procedere con i lavori di ristrutturazione dell’immobile.
Un’equipe assortita di tecnici variegati: architetti, ingegneri, allarmisti, idraulici e operai e chi più ne ha più ne metta; un numero esagerato di operatori all’occorrenza competenti o incapaci, leali o truffaldini, scansafatiche o solerti si avvicendano pronti ad invadere la vita dello sfortunato padrone di casa stravolgendola e, se poi i proprietari sono una coppia con punti di vista inevitabilmente differenti diventerà sempre più difficile resistere all’incursione di tali drappelli, che trasformeranno l’amato “focolare” in una dimora indegnamente invasa. E così, come la struttura della casa a causa di inconvenienti tecnici, sembrerà sprofondare, anche le fondamenta sempre in bilico, che reggono la stabilità della coppia cominceranno a cedere. La pièce diviene l’occasione per accennare a quelle che sono state le problematiche del lockdown, in primis la permanenza coatta all’interno delle nostre abitazioni, qui allegoricamente intese secondo lo schema britannico di house (struttura ) e home (riferimento affettivo).
Pertanto la metafora “del ristrutturare” si muove su entrambi i fronti: quella riguardante “le mura”, alludendo alle opportunità dei bonus edilizi, che stanno invogliando molti di noi a rimodernare le abitazioni secondo nuovi criteri, spesso però, sottovalutando dal punto di vista pratico le difficoltà oggettive. Dall’altro la permanenza in casa ci ha messi di fronte a rapporti interpersonali logori e difficili da gestire all’interno delle nostre famiglie, ma soprattutto ci ha messi di fronte a noi stessi e, alla necessaria ed inevitabile destrutturazione consapevole del nostro egoismo per poter approdare ad una “ristrutturazione” costruttiva del nostro io.










