I tre imputati nel processo per l’omicidio di Danilo Abiuso, 22enne ucciso a Valenzano la sera del 14 novembre del 2003, saranno giudicati con rito abbreviato.
L’omicidio rimase irrisolto per oltre 22 anni, ma a febbraio scorso i carabinieri, al termine delle nuove indagini coordinate dal pm Domenico Minardi, individuarono in Luigi Guglielmi, Giovanni Partipilo e Francesco Luigi Frasca gli esecutori materiali del delitto.
La richiesta di rito abbreviato è avvenuta davanti al gup Giuseppe De Salvatore. Il processo è stato rinviato al 27 ottobre, data in cui sono previste le discussioni di pm e parte civile (i familiari di Abiuso, assistiti dall’avvocato Roberto Loizzo).
Tutti i tre imputati sono considerati esecutori materiali dell’omicidio, Guglielmi è anche ritenuto il mandante: quella sera, Abiuso fu avvicinato dal commando mentre si trovava in macchina ed era al telefono con una ragazza, e fu colpito da almeno otto proiettili.
Agli imputati è contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dalla minorata difesa della vittima. Per i tre è stato possibile disporre l’abbreviato perché il fatto contestato risale al 2003, prima della entrata in vigore della modifica normativa, nel 2019, che vieta il rito abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo, come l’omicidio aggravato.
L’omicidio, per gli inquirenti, sarebbe maturato nell’ambito di una faida tra i clan rivali Di Cosola e Strisciuglio. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, tre anni prima dell’omicidio, il 21 settembre 2000, Abiuso avrebbe fatto parte del commando ritenuto autore del ferimento all’addome di Luigi Guglielmi.
Alla base del gesto ci sarebbe stato l’interesse di uno dei componenti del commando per la moglie di Guglielmi, all’epoca affiliato al clan Strisciuglio. Qualche anno più tardi, il 2 ottobre 2003, nel quartiere Carbonara di Bari fu ucciso Gaetano Marchitelli, colpito per errore da un proiettile vagante (tra gli assassini c’erano Partipilo e Frasca). Il giorno dopo, la sorella 16enne di Guglielmi fu brutalmente picchiata da un esponente del clan Strisciuglio per alcune rivelazioni fatte in ambienti criminali sul delitto Marchitelli. A seguito di questo episodio, Guglielmi decise di passare con i Di Cosola, con cui aveva legami familiari, e di vendicare l’agguato subito tre anni prima.