Un biennio impegnativo per la Procura di Bari che, tra il 2023 e il 2024, ha chiuso più di 110mila procedimenti, con sequestri per 343 milioni di euro e confische definitive per 154 milioni: numeri che fotografano l’impatto concreto dell’azione giudiziaria su un territorio vasto e complesso per la capillarità della criminalità nel territorio, ma anche il peso economico delle attività investigative per lo Stato.
È da qui che prende avvio il bilancio delle attività presentato dalla Procura della Repubblica di Bari, competente per 36 comuni della Città Metropolitana, un’area con oltre un milione di residenti. Un lavoro che si estende ulteriormente con la Direzione distrettuale antimafia, la cui competenza copre anche le province di Bat e Foggia, raggiungendo un bacino complessivo di 2,56 milioni di abitanti, inclusi territori ad altissima densità criminale.
La presentazione
Il Procuratore della Repubblica Roberto Rossi, ha scomodato Kant per spiegare l’importanza della trasparenza delle istituzioni in un Paese democratico: «Tutte le azioni relative al diritto di altri uomini, la cui massima non è suscettibile di pubblicità, sono ingiuste». Il bilancio sociale, ha spiegato, serve a «rendere conto dell’esercizio di un potere, legittimato dalla legge», ricordando come la giurisdizione viva della fiducia dei cittadini. Una fiducia che, come sottolineato attraverso le parole di Aharon Barak e Gustavo Zagrebelsky, non coincide con il consenso sulle decisioni, ma con la percezione di equità, imparzialità e integrità morale della magistratura.
Le attività
L’attività ordinaria registra una mole di lavoro in linea con quella degli anni precedenti: tra il 2023 e il 2024 le iscrizioni hanno superato quota 103mila, mentre i procedimenti definiti sono stati oltre 110mila. Tra i reati più ricorrenti con autori noti figurano truffe, furti, ricettazione, lesioni personali, reati stradali, violenza domestica, violazioni della sicurezza sul lavoro e reati tributari. Spiccano inoltrele 3.500 violazioni sulle norme di sicurezza sul luogo di lavoro, quasi tremila furti aggravati, duemila truffe e più di mille maltrattamenti in famiglia. Pesano sul bilancio soprattutto i quasi 18mila casi di furti aggravati e 10.600 frodi informatiche.
La Dda
L’azione della Dda di Bari, impegnata nel contrasto a associazioni mafiose, traffici internazionali di droga, tratta di esseri umani, terrorismo, traffico di rifiuti, estorsioni e scambio politico-mafioso, si dimostra uno dei pilastri dell’attività di prevenzione e controllo della criminalità organizzata. Nel biennio sono sopravvenuti oltre 16.800 procedimenti, di cui 15.900 definiti. Cinquecentosessanta le misure cautelari personali e 65 misure reali. La Procura di Bari è inoltre riconosciuta come eccellenza nazionale nella cooperazione internazionale, grazie alle Squadre investigative comuni, ai rapporti con Eurojust e alle operazioni congiunte, in particolare con la Francia, anche nel contrasto al terrorismo internazionale. Rilevanti i dati economici.
Il bilancio
Le spese di funzionamento della Procura ordinaria sono scese da 2,45 milioni di euro nel 2023 a 1,78 milioni nel 2024, mentre quelle della Dda sono cresciute da 63mila a 103mila euro. Le entrate, tra marche da bollo e diritti di copia, hanno superato gli 1,1 milioni di euro nel biennio. Sul fronte patrimoniale, i sequestri ammontano a 343 milioni di euro, in larga parte eseguiti dalla Guardia di Finanza (223,3 milioni), seguita da Dia, Carabinieri e Polizia di Stato.
Le confische definitive hanno raggiunto 95,9 milioni nel 2023 e 58,1 milioni nel 2024, per un totale di 154 milioni di euro restituiti alla collettività. Un bilancio che, come ha concluso Roberto Rossi richiamando Guido Calabresi, si fonda su una consapevolezza: «Si fa il proprio meglio e si chiede perdono». Ma che restituisce l’immagine di una Procura chiamata ogni giorno a coniugare legalità, trasparenza e fiducia pubblica in uno dei territori più complessi del Paese.









