Categorie
Attualità Bari

Bari, crollo di via Pinto: i condomini lottano per riottenere i loro averi

I condomini della palazzina di via Pinto non hanno pace. Dopo aver perso la casa più di un anno fa a causa del crollo della palazzina, adesso stanno lottando per recuperare gli oggetti di valore smarriti in quella circostanza. Il consigliere del Municipio 2 Onofrio De Giglio, dopo diverse segnalazioni arrivate dai residenti, ha spiegato: «Immaginate di aver perso tutto e di sentirvi dire, dopo un anno, che i vostri effetti personali tra cui fedi nuziali, orologi, documenti, sono stati stipati in sacchi industriali.

Il Comune ha pubblicato un elenco di oltre 1.000 voci: una fredda lista online dove si pretende che i cittadini riconoscano un pezzo della propria storia da una descrizione generica. È assurdo, oltre che umiliante».

L’elenco

Il Comune, qualche giorno fa aveva pubblicato il primo elenco delle cose rinvenute durante le attività di demolizione. La lista contava precisamente 1047 oggetti che sono stati lasciati negli uffici Oggetti rinvenuti. Questi sono stati poi, catalogati e chiusi in 8 sacchi industriali. Nell’elenco è possibile leggere anche una descrizione per ogni oggetto che descrive anche il suo stato di conservazione.

Il ritiro

I cittadini, recandosi in questi uffici e compilando il modello per la restituzione, possono accedere al recupero degli oggetti. Ma a creare disagi è stata proprio questa procedura. Infatti, De Giglio ha spiegato: «Seguendo le istruzioni ufficiali, i residenti si sono presentati all’ufficio oggetti smarriti. La risposta però è stata “Qui non c’è nulla”. Sono stati rispediti a casa come se stessero cercando un ombrello dimenticato sul bus, e non i frammenti della propria esistenza strappati dalle macerie».

«Dignità, non burocrazia: quelle fedi e quei ricordi non sono merce, sono l’identità di chi ha sofferto» ha aggiunto. I residenti hanno anche segnalato che alcune descrizioni non hanno foto allegate degli oggetti, dunque c’è il rischio di portarsi via oggetti di altri condomini. Per questo il consigliere De Giglio ha dichiarato: «Vogliamo un luogo per il riconoscimento, chiediamo l’apertura immediata di una sala dedicata dove i beni di valore possano essere visionati di persona con garanzie di riservatezza e rispetto». Infine, una situazione a parte è data dalla raccolta delle fotografie trovate tra le macerie. Per quelle ci vorrà più tempo finché possano essere associate ai proprietari e riconsegnate.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version