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Bari Cronaca

Crollo della palazzina nel Barese, spunta un’altra bombola: si indaga su tutte le piste

Le indagini sul crollo della palazzina di via Oberdan ad Adelfia si concentrano su un nuovo elemento emerso dai sopralluoghi dei vigili del fuoco: nel garage dello stabile è stata trovata un’automobile con il bagagliaio completamente squarciato, all’interno della quale era custodita una seconda bombola di gas. L’ipotesi è che questo contenitore possa aver contribuito all’esplosione che il 31 gennaio ha raso al suolo la casa e ucciso i due anziani proprietari.

Rocco Lotito, 89 anni, ex falegname, e la moglie Antonetta Costantini, 92 anni, sono stati trovati senza vita sotto le macerie. La coppia, molto conosciuta e stimata in paese, viveva da anni nella loro abitazione di via Oberdan. Secondo i primi accertamenti, l’esplosione sarebbe stata innescata durante il cambio di una bombola all’interno dell’appartamento, ma il ritrovamento della seconda bombola apre scenari più complessi e potenzialmente gravi. Gli investigatori stanno valutando se il contenitore rinvenuto nel bagagliaio sia stato riempito oltre la soglia di sicurezza, provocando una sovrapressione che ne avrebbe determinato l’esplosione. La Procura di Bari, con il pubblico ministero Vito Valerio, ha già aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo plurimo.

Le indagini, in corso, prevedono il sequestro dei resti dell’edificio, delle bombole e del veicolo, oltre a consulenze tecniche approfondite che dovranno stabilire con precisione la dinamica del disastro. La tragedia ha sconvolto la comunità di Adelfia. Rocco e Antonetta erano conosciuti come persone riservate e rispettate: vicini e conoscenti ricordano la coppia per la loro vita tranquilla e per la lunga convivenza, testimone di una generazione che oggi sembra improvvisamente scomparsa in un attimo di violenza inaudita.I corpi dei due anziani, purtroppo carbonizzati, sono stati recuperati dai soccorritori e messi a disposizione del pubblico ministero Vito Valerio.

Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia sui resti, un passaggio fondamentale per confermare le cause della morte e chiarire se la seconda bombola abbia avuto un ruolo determinante nello scoppio. L’intera vicenda ha sollevato dubbi sulla sicurezza delle bombole domestiche e sulla custodia di contenitori di gas in ambienti chiusi come garage e abitazioni vecchie. Gli inquirenti procedono con cautela, senza escludere alcuna pista, consapevoli che i risultati delle perizie saranno decisivi per stabilire responsabilità o escludere negligenze.

Nel frattempo, la comunità di Adelfia piange due vite spezzate e guarda con apprensione alle prossime ore, sperando che l’autopsia e le analisi tecniche possano finalmente dare risposte chiare su una tragedia che ha lasciato solo macerie e dolore.

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