Partono i controlli sulla provenienza dell’olio commercializzato nei supermercati e nei negozi di prossimità nel Barese. Ad annunciarlo è stato il sindaco del capoluogo pugliese, Vito Leccese, ai microfoni di RaiNews24: il direttore generale dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, ha convocato una riunione operativa per dare immediato seguito alle richieste dei produttori olivicoli, affiancando ai servizi sanitari anche il personale della Polizia annonaria del Comune.
«Abbiamo raccolto l’appello degli olivicoltori, sollecitando con fermezza l’intervento delle autorità sanitarie competenti per avviare controlli sulla provenienza dell’olio commercializzato nei supermercati e negli esercizi di prossimità», ha dichiarato Leccese. «I produttori si sono rivolti a noi sindaci anche in ragione delle competenze che la legge ci attribuisce in materia di tutela della salute pubblica. Ed è proprio nell’esercizio di questa responsabilità che abbiamo ritenuto necessario sollecitare l’intervento degli organi preposti ai controlli. Per noi questa è innanzitutto una battaglia di giustizia sociale».
La necessità di tutelare le produzioni locali e dei relativi controlli parte dal fatto che il 32% della superficie olivicola italiana è concentrato proprio tra la Terra di Bari e la provincia di Barletta-Andria-Trani. Una realtà fondamentale che conta oltre 30mila lavoratori, circa 16mila aziende agricole e quasi 700 frantoi.
A fronte della mobilitazione dei sindaci dei 40 Comuni dell’area metropolitana di Bari e della Bat, una prima risposta istituzionale è giunta dalla Regione Puglia, che ha stanziato circa 30 milioni di euro a sostegno della filiera.
L’attenzione si sposta ora sul piano nazionale: l’auspicio dei territori è che il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, porti in Consiglio dei ministri la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi, garantendo interventi concreti a tutela del patrimonio economico, occupazionale e ambientale pugliese.
