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Bari Cronaca

Crac del gruppo Maiora, cinque assolti a Bari: due imputati erano a processo anche per usura

Sono stati assolti, in abbreviato, cinque degli imputati nel processo per bancarotta fraudolenta relativo al fallimento della Maiora Group Spa, avvenuto nel 2019, di cui era amministratore delegato l’imprenditore Vito Fusillo, che ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.

La gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, ha assolto i cinque imputati per bancarotta fraudolenta «perché il fatto non costituisce reato». Due degli imputati erano accusati anche di usura ma sono stati assolti «perché il fatto non sussiste». L’accusa aveva chiesto condanne da tre a quattro anni di reclusione.

A processo erano finiti gli ex amministratori di fatto della società agricola Masseria del Monte, Donato Venerito e Michele D’Attoma (rispettivamente, anche ex direttore generale e consigliere del cda di Banca di credito cooperativo di Conversano), i soci al 50% della società agricola, Alessandro Venerito e Orlando D’Attoma, e il professionista Orazio Nicola Trisolini. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Antonio Fatone, Attilio Triggiani, Gaetano e Luca Castellaneta.

Secondo l’accusa, i cinque avrebbero contribuito a distrarre dal patrimonio della Maiora Group un terreno agricolo di Conversano, su cui sorgeva anche una masseria, svendendolo per 500mila euro alla società agricola Masseria del Monte, a fronte di un valore reale stimato dalla Procura in non meno di 1,9 milioni di euro.

Per Donato Venerito e Michele D’Attoma, accusati anche di usura, la Procura di Bari aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione, per gli altri tre imputati era stata chiesta la condanna a tre anni. A Donato Venerito e Michele D’Attoma è contestata anche l’usura perché, come dg e consigliere del cda di Bcc Conversano, «esercitando la propria influenza dominante sugli organi deliberanti dell’istituto bancario», avrebbero favorito l’erogazione di un mutuo da 2,8 milioni in favore di un’altra società riconducibile a Fusillo, la Soiget («gravata da una pesante esposizione debitoria»), ottenendo un vantaggio usurario di 1,43 milioni, corrispondente alla differenza tra il prezzo d’acquisto del terreno agricolo con masseria in favore della società Masseria del Monte e il suo reale valore. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.

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