Una violenta aggressione, consumata nel cuore della città e ai danni di un lavoratore semplicemente impegnato nel proprio turno serale. È accaduto a Corato, dove un rider è stato circondato, picchiato e infine colpito alla testa con una bottiglia da un gruppo di giovanissimi, quasi sicuramente minorenni.
L’episodio ha suscitato indignazione e preoccupazione, riportando al centro del dibattito il fenomeno delle baby gang e della violenza gratuita e riportando alla mente quanto accaduto qualche settimana fa a Taranto. I fatti si sono verificati lunedì in piazza Di Vagno.
La vittima è un cittadino di origini africane che lavora come fattorino autonomo nel settore delle consegne a domicilio. Secondo una prima ricostruzione, erano le 22 quando il giovane era in sella alla propria bicicletta e stava ritirando un ordine destinato a un reparto dell’ospedale cittadino.
Arrivato in piazza, però, il rider si sarebbe imbattuto in un gruppo di ragazzi che, senza alcun apparente motivo, lo avrebbe accerchiato. In pochi istanti la situazione sarebbe degenerata. Il lavoratore sarebbe stato spintonato, colpito con pugni e calci e costretto a subire una vera e propria aggressione da parte del branco e, come se non bastasse, l’episodio avrebbe raggiunto il culmine quando uno dei giovani lo avrebbe colpito alla testa con una bottiglia.
Ferito e sanguinante, il ragazzo è caduto a terra. Solo a quel punto gli aggressori avrebbero deciso di interrompere il pestaggio e si sarebbero allontanati a piedi, facendo perdere le proprie tracce. Una scena che ha lasciato sgomenti i presenti e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.
Provvidenziale l’intervento di alcuni passanti che hanno soccorso il giovane subito dopo il pestaggio, prestando le prime cure e allertando i soccorsi. Sul posto anche il personale del 118 che, dopo aver stabilizzato il ferito, lo ha trasportato, per fortuna non in gravi condizioni, al Pronto soccorso dell’ospedale «Umberto I» per le cure necessarie. Stando ad alcune testimonianze, nonostante le ferite riportate e lo stato di shock, il rider avrebbe espresso una sola preoccupazione mentre veniva accompagnato in ospedale e cioè quella di portare a termine il lavoro.
Una frase che testimonia il forte senso di responsabilità del lavoratore, intento a pensare al proprio dovere anche in un momento tanto drammatico. Nella centralissima piazza coratina sono intervenuti anche alcuni agenti della vigilanza privata e i carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini per individuare i responsabili. Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire elementi decisivi per identificare i componenti del gruppo coinvolto nell’aggressione.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza urbana e sulla crescente diffusione di atti di violenza commessi da gruppi di giovanissimi. La speranza è che le immagini e le testimonianze raccolte consentano di fare presto piena luce sull’accaduto e di assicurare i responsabili alla giustizia.
