Categorie
Attualità Bari BAT

Confindustria Bari-Bat, Aprile: «Mercosur, l’industria conquisterà 700 milioni di consumatori» – L’INTERVISTA

C’è una Puglia che guarda con terrore alle navi cariche di carne e cereali in arrivo dal Sudamerica e c’è una Puglia che, al contrario, vede in quelle stesse rotte l’autostrada per il rilancio definitivo della propria meccanica di precisione e del manifatturiero. Sul Mercosur, da un lato c’è la «politica del freno a mano» di chi esulta per lo stop del Parlamento Europeo; dall’altro, il mondo dell’impresa che non nasconde l’impazienza.

Presidente Aprile: cosa c’è di buono nell’accordo?

«Il Centro studi di Confindustria, che non sbaglia un colpo, dopo un meticoloso lavoro di indagine ha stimato in un valore di 14 miliardi di euro il mercato che si apre davanti alle nostre aziende. Ricordiamoci che siamo di fronte a un’area del pianeta che conta 700 milioni di persone».

Quali sono i segmenti di consumo che potranno trarre giovamento dalla nuova frontiera?

«Tutta la meccanica e la meccatronica, che in Puglia conta aziende di straordinaria capacità, soprattutto sul piano della qualità e dell’affidabilità delle attrezzature prodotte».

Quindi l’agroalimentare è tagliato fuori.

«Provo a semplificare per chiarire il concetto. Se qualcuno pensa che la convenienza per la nostra terra debba derivare dall’esportazione della burrata, è fuori strada: quello è un segmento che risponde, peraltro in maniera egregia, ad altre logiche».

Qual è, allora, il target al quale bisogna guardare?

«Tutto quello che può sostenere e migliorare la produzione e la trasformazione, oltre che il consumo, di quei Paesi: macchine per l’agricoltura, utensili, per l’industria tessile. Ci rivolgiamo, insomma, a un’industria che crea consumi di massa».

Faccia qualche esempio pratico.

«Basta guardarsi intorno: nell’area industriale di Bari c’è la tecnologia di Bosch, gli pneumatici di Bridgestone, le componenti meccaniche di Getrag . Se ci spostiamo nelle altre province, possiamo citare l’industria aerospaziale. L’Italia e la Puglia hanno tanto da guadagnarci».

Torniamo all’agroalimentare. Gli scettici sono preoccupati dalla qualità dei prodotti sudamericani che potrebbero arrivare sui nostre tavole e dalla concorrenza sleale sul mercato per prezzi decisamente più bassi.

«Gli scettici, con ogni probabilità, non hanno letto con la necessaria attenzione il testo dell’accordo. Il protocollo, infatti, fissa vincoli rigorosi: contingenti tariffari limitati per i prodotti sensibili per proteggere gli agricoltori Ue, clausole vincolanti di sostenibilità, rispetto degli standard sanitari e tracciabilità, inclusa la tutela di 355 indicazioni geografiche europee. Inoltre, l’Ue ha introdotto meccanismi rapidi per sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie nel caso in cui un afflusso eccessivo di prodotti (carne, pollame, zucchero, miele, ecc.) minacci di turbare il mercato interno europeo».

Il Parlamento europeo ha rinviato l’accordo alla Corte di Giustizia. Un atto che potrebbe congelare tutto anche fino a due anni.

«Sarebbe un grosso problema. Ma la Commissione europea sta valutando se far entrare in vigore temporaneamente l’accordo. Confindustria sta facendo pressioni sul Governo italiano affinché si proceda in questa direzione. Nell’epoca della guerra dei dazi, questo è un treno troppo importante e non possiamo perderlo».

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version