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Commercianti di via Fanelli contro il Brt: «Così diventa un corridoio di passaggio»

Le attività commerciali di via Fanelli alzano la voce contro i cantieri previsti per il passaggio del Brt (Bus Rapid Transit). In un comunicato, esercenti e professionisti esprimono «forte e motivata preoccupazione» per gli effetti che l’opera potrebbe avere sul quartiere, in particolare nel tratto in cui è prevista la soppressione dell’unico lato di sosta disponibile e la possibile impossibilità anche della fermata breve.

I commercianti chiariscono di non essere contrari alla mobilità sostenibile né al potenziamento del trasporto pubblico, ma avvertono che una trasformazione urbana di questo tipo rischia di rendere «insostenibile la vita di un quartiere», scaricando i costi dell’intervento su residenti, attività economiche e soprattutto sulle persone più fragili, come anziani e pazienti.

Nel documento viene evidenziato il rischio di «desertificazione commerciale»: eliminare la possibilità di sosta e fermata temporanea, spiegano, potrebbe trasformare via Fanelli in un semplice «corridoio di attraversamento», penalizzando le attività storiche che negli anni hanno investito e garantito servizi di prossimità.

Particolare attenzione viene posta sul ruolo delle farmacie di comunità, considerate non solo esercizi commerciali ma «presidi sanitari di prossimità», anche alla luce del Dm 77. Per questo, sottolineano, la fermata breve non è un privilegio ma una necessità concreta per anziani, disabili, caregiver e genitori con bambini.

Tra le richieste principali c’è quella di rendere pubblici in modo completo e comprensibile gli elaborati relativi al tratto di via Fanelli: planimetrie esecutive, cronoprogramma, numero dei posti auto soppressi, regole per carico e scarico, accessibilità e misure compensative.

I commercianti propongono inoltre di valutare l’area comunale inutilizzata di fronte a via Fanelli (zona Villa Giustiniani) per realizzare un parcheggio regolamentato, anche temporaneo, compatibile con eventuali vincoli archeologici. Infine chiedono l’apertura immediata di un tavolo tecnico pubblico con Comune, Municipio, soggetti attuatori, residenti e attività del quartiere, oltre alla sospensione o rimodulazione dei divieti più impattanti finché non ci saranno alternative concrete.

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