Home » Bari » Emergenza casa a Bari, per comprare un’abitazione servono anche fino a 12 anni di reddito

Emergenza casa a Bari, per comprare un’abitazione servono anche fino a 12 anni di reddito

Tra le zone come San Nicola, Murat e Madonnella e i quartieri più accessibili come San Paolo e Stanic si registra un divario che supera i 109mila euro

Emergenza casa a Bari, per comprare un’abitazione servono anche fino a 12 anni di reddito

Servono fino a 12 anni di reddito per comprare casa a Bari, con un valore stimato in media di 202.960 euro per un alloggio tipo di circa 108 metri quadrati a fronte di un reddito disponibile di 20.568 euro.

Nel capoluogo pugliese i valori di “stress abitativo” sono ormai paragonabili alle grandi metropoli: il rapporto medio di 9,9 annualità necessario per comprare casa supera quello di Roma (9,3), Bologna (9) e Napoli (8,8), avvicinandosi a Firenze (10,1) e Milano (11,7).

L’allarme emerge dai dati elaborati dalla Commissione europea, che evidenzia come ben 12 quartieri baresi su 17 superino la soglia critica degli otto anni fissata dall’Affordable Housing Act. Un’emergenza che coinvolge il 78% dei residenti.

Tra le zone centrali come San Nicola, Murat e Madonnella (dove si arrivano a toccare 256.315 euro, pari a 12,46 anni di reddito) e i quartieri più accessibili come San Paolo e Stanic (146.968 euro, ossia 7,15 annualità), si registra un divario territoriale che supera i 109mila euro.

A pesare sull’aumento dei costi è anche il boom delle locazioni brevi e del turismo non regolamentato: nella città vecchia si conta un alloggio turistico ogni cinque case, con annunci di Airbnb triplicati dal 2017 e arrivati a quota 4.500.

«A Bari lo stress abitativo non è più una questione del centro ma una questione urbana generale. Il prezzo della casa sta diventando incompatibile con la capacità economica di una parte crescente di persone che in questa città vivono e lavorano» dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea Cgil Bari Bat, sottolineando come la rendita non possa decidere chi ha diritto a vivere in città.

Per arginare il fenomeno, il sindacato chiede un intervento pubblico urgente per governare il mercato attraverso il Piano urbanistico generale, contrastare le speculazioni e rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e sociale, con un programma pluriennale di rigenerazione e recupero degli immobili sfitti senza nuovo consumo di suolo.