Una ripartenza nel segno dell’eccellenza e della speranza. Dopo un silenzio durato sei anni, l’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari torna ufficialmente a essere un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica nel Mezzogiorno. Nelle ultime ore, l’équipe medica ha portato a termine con successo due complessi interventi su altrettanti bambini, consolidando il percorso di riattivazione della specializzazione avviato lo scorso aprile.
Gli interventi
I protagonisti di questa rinascita sanitaria sono due bambini pugliesi. Il primo, di 7 anni, è stato sottoposto alla correzione di un drenaggio venoso anomalo polmonare parziale. Il secondo, un bimbo di 6 anni affetto da una rara sindrome genetica (microduplicazione del cromosoma 22), è stato invece trattato per un restringimento dell’aorta toracica. Entrambe le procedure seguono il primo intervento “test” effettuato ad aprile su un paziente di 8 anni affetto da cor triatriatum.
Mesi di preparazione e sicurezza
Dietro il ritorno in sala operatoria si cela un lungo e meticoloso lavoro di squadra. «La ripartenza è il risultato di mesi di impegno organizzativo e tecnico», spiega il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo. Per garantire la massima sicurezza, il personale è stato sottoposto a percorsi di retraining, simulazioni operative e verifiche costanti delle attrezzature, sotto la supervisione dei direttori di dipartimento Nicola Laforgia e Marco Ranieri.
Un percorso complesso che, come sottolineato da Sivo, ha richiesto una «professionalità straordinaria» da parte di medici, infermieri e tecnici, capaci di rimettere in campo competenze fondamentali per il territorio.
La missione della direzione generale è chiara: rendere l’attività cardiochirurgica stabile e strutturata, evitando che le famiglie pugliesi siano costrette a varcare i confini regionali per curare i propri figli. «Vogliamo ricostruire una specializzazione la cui assenza, per anni, ha pesato sulla mobilità fuori regione», ha dichiarato il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce.
Attualmente l’ospedale sta affrontando procedure programmate per consolidare l’integrazione tra il “Giovanni XXIII” e il Policlinico centrale, ma il calendario delle prossime settimane è già fitto di nuovi interventi. Per Bari e per la Puglia, la riapertura di questo reparto rappresenta non solo un traguardo tecnico, ma un atto di responsabilità verso i piccoli pazienti che ora possono tornare a sperare in una cura “a chilometro zero”.