Home » Bari » Carcere di Bari, intercettato e abbattuto un drone: trasportava 700 grammi di droga e schede sim

Carcere di Bari, intercettato e abbattuto un drone: trasportava 700 grammi di droga e schede sim

A dare notizia del sequestro è il Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che sottolinea l’importanza dei nuovi strumenti tecnologici forniti agli agenti

Carcere di Bari, intercettato e abbattuto un drone: trasportava 700 grammi di droga e schede sim

Un nuovo, tecnologico assalto alla sicurezza del carcere di Bari è stato sventato nella notte dai baschi azzurri. La Polizia Penitenziaria ha infatti intercettato e abbattuto un drone pilotato a distanza che tentava di sorvolare i cortili del penitenziario cittadino per recapitare un consistente carico illegale ai detenuti.

Il velivolo trasportava un pacchetto strategicamente confezionato che conteneva quasi 700 grammi di sostanze stupefacenti, oltre a un vero e proprio kit di comunicazione clandestina composto da un telefono cellulare, cinque schede sim, cavetti di ricarica e auricolari.

A dare notizia del sequestro è il Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che sottolinea l’importanza dei nuovi strumenti tecnologici forniti agli agenti. L’abbattimento è stato infatti possibile grazie all’impiego dei moderni fucili anti-drone (i cosiddetti jammer), capaci di inibire le frequenze radio dei velivoli e costringerli all’atterraggio forzato.

«Da quando gli istituti penitenziari hanno ricevuto in dotazione i fucili anti-drone – spiega il sindacato in una nota – la Polizia Penitenziaria sta dimostrando che la battaglia contro la criminalità, che tenta con ogni mezzo di far entrare materiale proibito, si può combattere e si può vincere grazie alla professionalità e alla dedizione di tutti. Ormai sono decine i droni intercettati e neutralizzati».

«Carcere sovraffollato, serve più organico»

Il maxi sequestro della scorsa notte rappresenta un punto di svolta anche nel contrasto ai traffici illeciti dietro le sbarre. Il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, ha commentato duramente l’operazione, evidenziando il contesto critico in cui si muovono gli agenti baresi: «I ritrovamenti continui avvenuti negli ultimi giorni sono una risposta chiara e forte verso chi criticava il fatto che il penitenziario di Bari fosse diventato una piazza di spaccio ove i delinquenti potevano tranquillamente gestire i loro affari. Vogliamo evidenziare il lavoro immane dei poliziotti di Bari».

Pilagatti ha infine lanciato un preciso allarme sulla situazione strutturale del carcere di via Francesco Campione: la struttura, ormai vecchia, si trova a gestire una pesantissima emergenza legata al sovraffollamento. A fronte di un organico di polizia calcolato e modulato per amministrare una popolazione carceraria di non più di 300 reclusi, l’istituto ospita oggi quasi 450 detenuti, rendendo i controlli quotidiani e la vigilanza del perimetro esterno una costante sfida operativa.