Si è tenuta stamattina, nel Tribunale Penale di Bari, l’udienza predibattimentale relativa al procedimento penale che vede imputati padre e figlio, accusati di aver legato al guinzaglio e trascinato per diversi metri con la propria auto il loro cane Rambo, lungo la strada provinciale che collega Cassano delle Murge ad Altamura, provocandogli diverse gravi lesioni. Nell’udienza, il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile della LAV (Lega anti vivisezione), assistita dall’avvocato Annarita D’Errico. La difesa degli imputati ha preannunciato richiesta di patteggiamento.
I fatti risalgono al gennaio del 2025. Determinante fu l’intervento di due cittadini che, passando di lì, si sono accorti di quanto stesse accadendo e hanno fermato i due e avvisato le forze dell’ordine. Una volta sul posto, la Polizia locale di Cassano ha attivato i soccorsi per portare in salvo Rambo, che era a bordo strada ferito e dolorante. Il ricovero urgente in una vicina clinica veterinaria ha evidenziato, oltre allo stato di forte stress e di paura, diverse lesioni profonde e sanguinanti sia sulle zampe che sull’addome dovute, come riportato nella relazione veterinaria, allo “sfregamento”.
Rambo è stato sottoposto a sequestro e, dopo un periodo di degenza nella clinica veterinaria che lo ha curato, è stato affidato a un’associazione locale che gestisce il canile comunale di Cassano delle Murge, dove è rimasto per diversi mesi prima di essere ceduto e affidato a una nuova famiglia.
«Vicende come questa dimostrano quanto sia ancora necessario mantenere alta l’attenzione sui reati contro gli animali e garantire che ogni forma di maltrattamento trovi una risposta certa e proporzionata da parte della giustizia», dichiara D’Errico.
Il giudice ha rinviato all’udienza del 23 aprile per consentire al difensore degli imputati di acquisire l’accordo sulla pena da parte del pm titolare del fascicolo.









